Da Fmi e Banca Mondiale monito ad Asia e Inghilterra

23 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – La Banca Mondiale invita la Cina ad introdurre nuove misure fiscali pro-crescita e avverte le economie dell’area Asia Pacifico sull’impatto nel sistema economico della crisi del debito in corso in Europa, oltre che del rallentamento economico globale. Ma consiglia, evitare nuovi stimoli monetari o si rischia di svegliare il demone inflazione. Per contro, il Fondo Monetario Internazionale invita l’Inghilterra e procedere con un nuovo programma Quantitative Easing e abbassare i tassi di interesse, per svegliare l’economia da un lungo sonno.

Motore della crescita economica mondiale, ma attenzione. Le economie dell’est Asia dovranno allacciare le cinture e prepararsi a nuovi shock, causati dal rallentamento della Cina, ripresa debole negli Stati Uniti e possibile deterioramento della crisi del debito in Europa. La crescita economica di quest’area dovrebbe infatti calare dal +8,2% dello scorso anno, a un più timido +7,6%.

“La domanda estera dovrebbe continuare a rimanere debole, e i paesi emergenti dell’Asia e del Pacifico devono iniziare ad impostare le basi economiche giuste per dipendere sempre meno dalle esportazioni e più sui consumi interni”, scrivono gli esperti della Banca Mondiale.

Il calo della crescita non vuole dire infatti che questi paesi debbano imbarcarsi in nuovi programmi di stimoli monetari, ma appunto in cambiamenti nel sistema economico interno. Aiuti monetari correrebbero infatti il rischio di far tornare il problema inflazione. Questi paesi non dovranno cedere alla tentazione, neanche considerando il rallentamento economico globale, avverte la Banca Mondiale.

L’invito alla Cina è quello di adoperarsi attraverso gli strumenti della politica fiscale, per ridare vigore alla macchina esportativa, in vista di un continuo calo delle esportazioni nei mercati internazionali. Due i rischi principali, di calo della domanda di beni e servizi e forte correzione nel settore immobiliare. Le autorità dovranno tenere gli occhi aperti e contrastare con forza questi fenomeni.

Il Fondo Monetario Internazionale avverte l’Inghilterra. La Bank of England dovrebbe tagliare i tassi di interesse e pompare maggiore liquidità nell’economia, colpita duramente dalla recessione e dalla crisi del debito in corso in uno dei suoi più importanti partner commerciali, l’Eurozona. “C’è bisogno di misure monetarie più accomodanti”, per garantire una “ripresa economica sostenibile”, scrivono gli analisti del Fondo nel loro report annuale sull’Inghilterra. “Stimoli monetari possono comprendere un nuovo programma Quantitative Easing (QE) e tagli nel costo del denaro”.

Era il marzo 2009 quando il Comitato di Politica Monetaria della BoE decise di abbassare i tassi di interesse ai minimi record dello 0,5%, oltre a introdurre un programma QE per stimolare la ripresa. “I dati sembrano suggerire che un nuovo QE possa continuare a stimolare la domanda, abbassando i tassi di lungo periodo e migliorando la liquidità delle banche. Il Comitato di Politica Monetaria della BoE dovrebbe inoltre valutare la possibilità di ridurre il costo del denaro oltre lo 0,5%”.