DA FED POTREBBERO ARRIVARE INDICAZIONI OTTIMISMO

21 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

La Federal Reserve tagliera’ probabilmente il tasso d’interesse per la settima volta quest’anno, riducendolo di un quarto di punto, al 3,50%.
Il taglio porterebbe la riduzione complessiva dei tassi a 300 punti base.

Quando la Fed comunichera’ la decisione, ci dira’ anche se rimarra’ incline a ulteriori riduzioni dei tassi in futuro, se necessario. Ma potrebbe anche usare un linguaggio piu’ rassicurante di quello usato nell’ultima riunione, lo scorso 27 giugno. L’inserimento di commenti ottimistici sulle prospettive dell’economia potrebbe fornire una spinta rialzista al mercato azionario e ribassista per quello obbligazionario.

L’aggressiva azione della Fed di quest’anno potrebbe essere sufficiente per un po’ di tempo, e potrebbe astenersi dal tagliare i tassi almeno fino alla prossima riunione del 2 ottobre. Per quella data, la Fed potrebbe avere delle notizie di settembre riguardanti lo stato dell’economia cosi’ forti da cessare la propria politica espansiva. Il 2 ottobre potrebbero esserci semplicemente poche notizie indicanti il persistere della debolezza e molti segni di un possibile consolidamento nell’economia tale da convincere anche i membri piu’ scettici della Fed a andare avanti con tagli su tagli.

Il pessimismo della Fed il 27 giugno era ben accetto.

Si potrebbe ricordare quando la Fed fece le sue ultime dichiazioni il 27 giugno scorso, dove non c’era un accenno di ottimismo nella diatriba sulla crisi dell’economia. Questo fu il cuore della dichiarazione: “Gli evidenti dati degli ultimi mesi – declino dei profitti e delle spese in conto capitale, debole espansione dei consumi e lenta crescita estera – continuano a pesare sull’economia.”

Nel resto della dichiarazione la Fed non forni’ nessuna stima ottimistica sul futuro a breve termine dell’economia. Questo getto’ i semi per rinnovare il pessimismo sulle prospettive dell’economia che si intensifico’ quando la Fed pubblico’ il cosidetto “Beige-Book” l’8 agosto e ancora una volta fu di tono ribassista sull’economia.

Mentre l’enfasi della Fed sui fattori negativi poteva essere interpretata dai mercati come un segnale che avrebbe continuato ad abbassare i tassi, la Fed ora potrebbe rimpiangere di non aver messo piu’ enfasi su alcuni positivi sviluppi nell’economia.

Piu’ enfasi sui fattori positivi sarebbe stata di aiuto data la sovrabbondanza di pessimismo presente sul mercato in quei giorni.

Ci sono pochi fattori positivi che potrebbero portare un piu’ di ottimismo: il forte passo delle vendite al dettaglio esclusa la benzina: la produzione industriale in luglio che ha registrato il minore declino degli ultimi 10 mesi; le richieste dei sussidi di disoccupazione, scese sotto 400.000 per quattro settimane consecutive per la prima volta da aprile; le scorte di magazzino che continuano a ridursi drasticamente; la fiducia dei consumatori che continua a crescere trascinata dalle piu’ favorevoli stime sulle finanze personali degli investitori; le catene di negozi che stanno riportando risultati sopra le aspettative grazie alla riduzione delle tasse, trovano il loro sbocco nell’economia.

Questi sviluppi potrebbero tornare ad essere significativamente positivi nei prossimi mesi.

E’ degno di nota il fatto che ci siano solo 42 giorni di distanza tra la riunione del 21 agosto e quella del 2 ottobre, 12 giorni in meno rispetto alla distanza con la passata riunione del 27 giugno. Inoltre passeranno solo 35 giorni tra la riunione del 2 ottobre e quella successiva del 6 novembre. Cio’ implica che la Fed potrebbe facilmente evitare di tagliare i tassi con un altra riunione appena dietro l’angolo.

Inoltre, con le vendite al dettaglio che probabilmente diverranno piu’ forti con i dati pubblicati in settembre, la Fed potrebbe avere un ampia giustificazione per prendersi una pausa.
In ogni caso, il lavoro della Fed e’ terminato, a meno che le condizioni economiche non tornino a peggiorare improvvisamente. Ci sono fattori emergenti positivi se si guarda abbastanza vicino e la Fed gli puo’ usare per mandare un messaggio.

*Anthony Crescenzi e’ capo analista della sezione Capital Markets alla boutique finanziaria Miller Tabak & Co.