DA FED IMPEGNO A TASSI FERMI ALMENO PER SEI MESI

14 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) -Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri si è conclusa con un leggero calo dei tassi sul tratto a due e dieci anni. Resta fermo lo spread sul 2-10 anni, mentre si allarga fortemente quello sul decennale Grecia-Germania salito a 257 pb da 234 pb in seguito alle dichiarazioni del ministro delle finanze che ha negato la possibilità di una fuoriuscita del paese dall’area Euro e di un sostegno dal Fmi. Oggi il governo esporrà in una riunione di gabinetto un piano per riportare il deficit sotto il 3% entro il 2012 dal 12,7% del 2009. Positive le aste in Germania ed Italia sul nuovo titolo a 5 anni che hanno registrato in entrambi i paesi una domanda sensibilmente superiore all’offerta. La Spagna ieri ha collocato il titolo benchmark a 10 anni per 5 Mld€, mentre l’Irlanda, secondo quanto riportato da Reuters, ha dato mandato ad un gruppo di banche per il collocamento di un nuovo bond a 10 anni. In Spagna oggi è attesa l’asta da 2,5-3,5 Mld€ di Bono 2014. Gli operatori resteranno in attesa soprattutto della riunione della Bce che non dovrebbe modificare l’attuale tasso di riferimento e del discorso di Trichet che, oltre a parlare dello stato dell’economia, potrebbe affrontare il tema dell’exit strategy e della Grecia.

Negli Usa i tassi di mercato sono saliti sulla scia del rialzo delle borse e dell’esito dell’asta sul Treasury decennale da 21Mld$. L’esito è stato deludente poiché le banche centrali hanno acquistato l’ammontare minimo dallo scorso aprile (il 29% del totale rispetto ad una media delle ultime 10 aste del 38,8%). Questa sera è attesa l’asta sul titolo a 30 anni per 13 Mld$. Dopo una prima parte di sessione negativa, le borse hanno recuperato chiudendo positive. L’indice S&P500 è stato guidato al rialzo dal comparto finanziario, IT e beni di consumo discrezionali. Da segnalare oggi la trimestrale di Intel a mercati chiusi. Sul fronte Fed, sia Dudley (presidente della Fed di New York), sia Evans (presidente della Fed di Chicago) hanno dichiarato che l’impegno a mantenere i tassi fermi per un periodo esteso di tempo va inteso su un orizzonte temporale di almeno sei mesi. In particolare Dudley non ha escluso la possibilità che i tassi possano rimanere bassi anche su un orizzonte fino a uno o due anni.

All’interno della stessa Fed erano emersi nei giorni scorsi posizioni differenti come quella di Plosser e Hoenig, favorevoli ad un eventuale rialzo dei tassi anche prima di segnali di calo del tasso di disoccupazione. Il Beige Book ha segnalato che l’economia lo scorso mese è migliorata in 10 dei 12 distretti. Nel mese precedente il miglioramento era avvenuto solamente in otto distretti. Sul fronte macro oggi sono attesi i dati relativi alle vendite al dettaglio di dicembre, che dovrebbero confermare il trend di miglioramento dei consumi. Segnaliamo anche che il presidente Obama oggi annuncerà la sua intenzione di imporre commissioni su alcune delle maggiori istituzioni finanziarie del paese in modo da recuperare parte dei soldi impiegati durante la crisi. Le commissioni dovrebbero essere spalmate su un periodo decennale e collegate all’ammontare di passività di ciascuna istituzione. Sul decennale governativo il supporto si colloca al 3,70%, le resistenze a 3,80% e 3,85%.

Valute: Il cross euro/dollaro ieri ha tentato di superare la resistenza collocata a 1,4585 circa senza riuscirci e questa mattina si attesta poco sopra soglia 1,45. La conferenza stampa di Trichet del pomeriggio, unita ai dati macro Usa, potrebbero comportare volatilità sul cross. Yen in deprezzamento grazie al rialzo delle borse ed ai dati macro negativi di stanotte in Giappone (forte calo degli ordinativi di macchinari). I supporti da monitorare oggi si collocano a 90,80 verso dollaro e 131,25 verso euro. Verso euro segnaliamo la resistenza collocata in area 134-134,40. Lo yen è stato anche penalizzato da un’indiscrezione riportata da Reuters secondo cui la BoJ potrebbe implementare ulteriori misure di easing quantitativo.

Materie Prime: tra gli energetici in calo il greggio Wti (-1,4%) penalizzato dal forte rialzo delle scorte Usa salite di circa 3,7Mln nella settimana all’8 gennaio (oltre il doppio delle attese). In controtendenza il gas naturale (+2,5%). Positivi i metalli industriali guidati da nichel (+3,4%) e piombo (+2%). Positivi anche i metalli preziosi con l’argento che guadagna il’1,6%. Tra gli agricoli ancora in ribasso il mais (-2,2%), mentre lo zucchero guadagna il 2,5%.

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