D’ALEMA: PREMIER IN CALO, SCENARI IMPREVEDIBILI

6 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Si avvia “un periodo di incertezze e credo che nel paese possano aprirsi scenari anche imprevedibili”. Lo ha detto l’ex premier Massimo D’Alema in una intervista a Radio Città Futura poco prima del suo intervento alla Festa del Partito Democratico. Alla cronista che gli chiedeva di Berlusconi e di un suo eventuale declino D’Alema ha replicato sottolineando: “Stiamo in un momento del potere personale di Berlusconi che mostra anche però fragilità “.
Secondo D’Alema il suo declino “sarà complesso, frammentario: l’uomo non vuole mollare ma al tempo stesso è sempre più debole”. Quindi “ci sarà un periodo di incertezza e nel paese possono aprirsi anche scenari imprevedibili”.

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“Io come cittadino italiano trovo umiliante la situazione in cui ci troviamo”, ha aggiunto poi l’ex premier. “Credo che come ha scritto Le Monde questa immagine del presidente del Consiglio rischia di danneggiare il paese. Diranno che ho preso un colpo di sole, che sono rimbambito. Ma tutto questo è del tutto evidente sulla scena internazionale, dove c’è una stampa libera. In Italia lo vediamo di meno perché siamo prigionieri di una bolla mediatica”.

E sul tema, l’esponente Pd torna nel corso dell’intervento alla Festa del partito, ripetendo una frase già utilizzata nelle settimane scorse: “Ci saranno altre scosse”. Il potere del Cavaliere, dice D’Alema, “comincia a mostrare crepe e, paradossalmente siamo all’apice ma anche all’inizio del declino di Berlusconi”.

Partito vero e “partito-movimento”. Intervistato da Antonio Polito alla Festa del Pd, D’Alema parla dell’imminente battaglia congressuale, conferma l’appoggio a Pierluigi Bersani e avverte: “Sento il bisogno di un partito vero, abbiamo avuto una fase di partito-movimento, abbastanza confusa con una situazione nel paese allora di anarchia”. E riferendosi anche alle recenti polemiche aperte con l’intervista di Debora Serracchiani a Repubblica, sostiene che non c’è bisogno “di un insieme di persone che concepiscono le primarie come un’occasione per una resa dei conti”. “Non è una situazione brillante – ha concluso – e non a caso abbiamo avuto due sconfitte elettorali che hanno visto anche un ridimensionamento nel nostro paese”.

Critiche a Franceschini. Il cuore dell’intervento dalemiano riguarda la candidatura del segretario reggente. “Avrebbe avuto un senso se si fosse presentato come una persona che fa un appello unitario”. Invece, aggiunge D’Alema, “ha detto mi candido perché non tornino quelli di prima. Ma chi erano? Rutelli e Fassino sostengono lui”. Frontale poi l’attacco sui risultati elettorali: “Questo gruppo dirigente ha perso le elezioni politiche, dopodiché non ha sentito il bisogno di fare nessuna riflessione autocritica. Io avevo detto ‘posso dare una mano’, hanno risposto che non c’era bisogno. Franceschini disse che io sono difficile da collocare. Dopo di questo abbiamo perso le elezioni in Sardegna, abbiamo perso 4 milioni di voti alle europee”. Aggiunge D’Alema: “Non può venire al congresso e dire ‘io voglio andare avanti’. Io quando ho perso le elezioni regionali 8 a 7, non così, me ne sono andato”.

L’ex premier non resiste poi a una battuta nel suo stile sarcastico, sollecitata dalle polemiche sugli “apparati”: “Noi dell’apparato – dice – abbiamo una struttura particolare che ci rende, direi, quasi indistruttibili”. Aggiunge D’Alema: “Dove sono questi presunti apparati che frenavano il nuovo? Di che parliamo? questa è una raffigurazione letteraria dei nostri problemi”.

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