Cupola mafiosa di Roma: diffuse le intercettazioni

3 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “O mi paghi o ti ammazzo”. “Qui comandiamo noi”. Sono solo alcune delle frasi pronunciate dagli esponenti della cupola di stampo mafioso che, capitanata da un ex terrorista nero, agiva da anni nella capitale italiana per aggiudicarsi appalti e finanziamenti pubblici dal comune e dalle municipalizzate.

I nastri (vedi video sotto) che hanno portato all’arresto di 37 persone tra manager di municipalizzate, imprenditori e politici, sono stati diffusi dai carabinieri. Sono almeno 100 le persone indagate ancora a piede libero.

Al centro dell’inchiesta vi è un sistema di corruzione istituito dall’organizzazione criminale di Massimo Carminati, ex membro dei Nuclei armati rivoluzionari ed ex affiliato della banda della Magliana, vicino alla giunta precedente, secondo le dichiarazioni del procuratore capo di Roma.

L’associazione aveva anche un libro mastro che conteneva “una vera partita doppia del dare e avere illecito, dei destinatari delle tangenti”. Il dato emerge dall’ordinanza di custodia firmato dal gip di Roma per la cosiddetta ‘Mafia Capitale’.

La contabilità era stata affidata ad una donna, Nadia Cerriti, finita anche lei in carcere. Nel documento sono riportati anche “i costi illegali sostenuti – scrive il gip – dall`organizzazione per il raggiungimento del suo scopo nel settore economico-istituzionale”.

Inoltre vi è contenuta l`indicazione “dei soggetti cui vengono veicolati i profitti, come Carminati, o come Fabrizio Franco Testa, testa di ponte di ‘mafia Capitale’ verso la politica e la pubblica amministrazione”. Nel libro mastro anche “una rappresentazione del conto economico illecito dell`organizzazione, con una specifica rappresentazione delle relative disponibilità extracontabili”.

Dal 2008 al 2013 la fondazione Nuova Italia dell’ex sindaco Gianni Alemanno, tra gli indagati, avrebbe ricevuto dall’associazione 40 mila euro, secondo la ricostruzione degli inquirenti.

(DaC)