CUCCIA: UN INVESTITORE AUTORE DEL FURTO?

20 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Colpo di scena sul caso del furto della salma di Enrico Cuccia, ex presidente di Mediobanca. Secondo quanto riportato dall’Ansa, l’autore del misfatto sarebbe un investitore che, frustrato dai recenti ribassi, ha deciso di passare all’azione.

“Restituirò il caro estinto alla famiglia senza il pagamento di nessun riscatto, ma solo se e quando l’indice Mib 30 ritornerà a quota 50.000” precisa in una lettera anonima partita da Milano, il sedicente autore del furto.

Il Mib30 toccò i massimi il 7 marzo del 2000 a 51.272 punti, poco più di un anno fa.

L’anonimo si definisce ”un uomo che nel corso degli anni ha perso gran parte del suo patrimonio, investito su titoli quotati alla Borsa di Milano” e per questo, a nome anche di tutti gli investitori delusi, avrebbe compiuto il folle gesto per cui chiede anche perdono a Dio.

Il ladro-investitore avrebbe trafugato la salma di Cuccia “assieme ad alcuni amici. Penserete che sono pazzo, ma non è così sono solo esasperato”.

Inoltre, l’autore della lettera minaccia che se entro fine anno la Borsa non darà segni di ripresa comincerà ”a colpire tra i personaggi del mondo della finanza e tra i giornalisti finanziari coloro che come il Cuccia hanno contribuito alla mia rovina”.

A esaminare la lettera sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo di Milano che, dopo l’esame, non si sono pronunciati sulla sua attendibilità.

Gli inquirenti pensano che la salma sia stata trafugata giovedì notte. Il furto è stato scoperto sabato mattina.