Criticata da più parti, alla fine Merkel si arrende (per ora)

26 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Alla fine si è arresa: anche se, come sempre, a modo suo. La forte sostenitrice della politica del rigore di bilancio, dopo aver detto di no a diverse soluzioni proposte per risolvere la crisi dei debiti sovrani, rifiutando senza mezzi termini l’ipotesi degli eurobond, ha parlato della disponibilità di Berlino a sfruttare una momentanea coesistenza dei sue sistemi anti crisi europei – il temporaneo Efsf e il permanente e futuro Esm – per potenziare la potenza di fuoco, il cosiddetto “firewall” dell’Unione europea.

D’altronde, come scrive anche il Wall Street Journal, per settimane, insieme al ministro delle finanze Wolfgang Schauble, la cancelliera è stata oggetto di critiche, per la sua ostinazione a non voler aumentare le risorse messe a disposizione per fronteggiare i momenti di crisi dell’Europa.

“Quello che diciamo, è che l’Esm deve avere un valore fissato in via permanente a 500 miliardi di euro; d’altro canto l’EFSD scadrà alla metà dell’anno prossimo, così come stabilito. Ma €200 miliardi di euro sono stati già erogati a favore di questo fondo, dunque possiamo immaginare che essi possano essere operativi in via parallela insieme ai fondi dell’ESM. Questo durerebbe alcuni anni e successivamente resterebbe solo l’Esm”.

La coesistenza in parallelo di Efsf e Esm porterebbe momentaneamente l’ammontare teorico dei sistemi anti crisi Ue a circa 700 miliardi di euro.