CRISI SUBPRIME: PERDITE RECORD PER MERRILL LYNCH

24 Ottobre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Merrill Lynch, la banca d’affari numero uno negli Stati Uniti, ha pagato un pesantissimo scotto alla crisi del credito esplosa ad agosto. Il colosso di New York, che ha reso pubblico il bilancio trimestrale, ha riportato una perdita di 2,31 miliardi di dollari, causa l’impatto di svalutazioni per un valore di $8.4 miliardi, molto più dei 5 miliardi di dollari di svalutazioni attesi dalla banca d’affari.


Il passivo riportato nel terzo trimestre dalla banca d’affari è di gran lunga più forte di quanto previsto dagli analisti che si attendevano in media una perdita di 45 cent per azione. La stessa Merrill Lynch aveva stimato all’inizio di ottobre perdite fino a 50 cent per azione a fronte di svalutazioni di asset per cinque miliardi di dollari.


I ricavi del terzo trimestre – riferisce l’agenzia Bloomberg – hanno segnato un ribasso del 94% a 577 milioni di dollari, risentendo delle perdite nel settore del reddito fisso che hanno oscurato i profitti riportati in altre divisioni. Ad esempio, i ricavi derivanti dall’attività di intermediazione titoli sono cresciuti del 23% a 3,27 miliardi di dollari. Ma per l’impatto della crisi del credito e dei mutui ad alto rischio, Merrill Lynch ha dovuto operare svalutazioni di asset che riguardano prestiti ipotecari, obbligazioni garantite da mutui, e finanziamenti concessi nelle operazioni di leveraged buyout. E il numero uno di Merrill Lynch, Stanley O’Neal, ha dichiarato oggi che l’entità delle svalutazioni è cresciuta dopo che la banca ha condotto «analisi aggiuntive» sulla propria esposizione nei cosiddetti CDO, derivati strutturati che per la maggior parte hanno come collaterale i prestiti ipotecari subprime.


Così, l’ammontare complessivo delle svalutazioni ha superato anche le già nere anticipazioni pubblicate oggi da New York Times secondo cui la banca avrebbe registrato in bilancio ulteriori 2,5 miliardi di dollari di svalutazioni raggiungendo un totale di 7,5 miliardi. A Merrill Lynch è andata dunque peggio di Citigroup che ha operato svalutazioni per 6,5 miliardi. Quanto agli effetti futuri della crisi dei mutui subprime, O’Neal ha detto di aspettarsi ancora «condizioni di mercato incerte» aggiungendo che «stiamo lavorando per sanare la nostra posizione».

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