CRISI: LE BANCHE EUROPEE BRUCIANO 1000 MILIARDI

18 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Le borse europee recuperano, le banche no. Mentre i listini del Vecchio Continente sono riusciti a invertire la rotta evitando l’ennesima chiusura con il segno meno, le banche hanno allungato la caduta libera che ha portato il comparto (l’indice Dj Stoxx del settore bancario ha ceduto il) a perdere complessivamente quasi il 63% da inizio anno, bruciando così oltre 1.000 miliardi di euro di capitalizzazione.


Anche oggi gli istituti europei sono stati colpiti dalle vendite dopo che l’annuncio dei maxi-tagli (52 mila licenziamenti) fatto ieri da Citigroup ha allungato un’ombra sinistra su tutto il comparto, ancora invischiato nella crisi finanziaria e ora alle prese anche con la recessione economica che colpirà imprese e famiglie andando a impattare sui conti degli istituti di credito. Sulle Borse del Vecchio Continente, in un mercato estremamente volatile, sono proseguiti gli alleggerimenti dei portafogli degli investitori.


Mentre i listini, dopo una mattinata pesante, recuperavano terreno nel pomeriggio, i bancari hanno chiuso con ribassi di diversi punti percentuali: Royal Bank of Scotland ha ceduto il 6,7%, Societé Generale il 5,69%, Bnp Paribas il 5,1%, Ubs e Unicredit il 3,5%. In questo contesto ‘nero’, gli amministratori delegati, insieme ai dipendenti, sono costretti a tagliare anche i propri stipendi: dopo Deutsche Bank e Goldman Sachs, anche Barclays ha annunciato che per quest’anno non pagherà bonus ai propri top manager.


Dalla fine del 2007, le principali banche del Vecchio Continente raggruppate nell’indice Dj Stoxx hanno bruciato oltre 1.000 miliardi di euro di capitalizzazione a causa delle svalutazioni e delle perdite legate alla crisi dei mutui subprime Usa. Le banche europee valevano 1.621 miliardi di euro il 31 dicembre del 2007, ne valgono ora circa 599 nonostante aumenti di capitale, aiuti statali e tagli al dividendo adottati per rafforzarsi patrimonialmente.


Tra le prime dieci banche del Vecchio Continente quella che ha tenuto meglio di fronte alla crisi globale è stata anche la più grande e la più internazionale: la britannica Hsbc (-19% in Borsa da inizio anno). Le restanti nove registrano perdite che oscillano tra il -71,5% di Ubs e il -45,9% di Bnp Paribas. Tra loro anche le due più grandi banche italiane: Intesa Sanpaolo e Unicredit che dalla fine del 2007 hanno perso rispettivamente il 57,7% e il 68,8%. L’istituto di Profumo è, dopo la svizzera Ubs, quello con la performance peggiore.


Di seguito le variazioni dell’andamento di Borsa delle principali dieci banche del Vecchio Continente da inizio anno a oggi (tra parentesi l’attuale capitalizzazione in euro): – Ubs -71,5% (26,5 mld) – Unicredit -68,6% (24,7 mld) – Societé Generale -62,0% (21,8 mld) – Credit Agricole -60,2% (19,5 mld) – Intesa Sanpaolo -57,7% (27,9 mld) – Santander -57,1% (48,6 mld) – Credit Suisse -53,8% (22,8 mld) – Bbva -53,0% (29,8 mld) – Bnp Paribas -45,8% (39,2 mld) – Hsbc -19,1% (101,3 mld).