CRISI: LA FED SCEGLIE DI POMPARE LIQUIDITA’

17 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva con il differenziale 2-10 anni rimasto pressoché stabile a 32 pb. Il tasso a dieci anni dopo aver toccato un minimo di giornata a 3,92%, sulle voci di un possibile fallimento di Aig e delle forti difficoltà del sistema finanziario Usa, ha chiuso poi la sessione a 3,99%, complice la ripresa dei listini azionari.

La Bce nella mattinata di ieri per calmierare le tensioni sul monetario ha effettuato un’altra asta straordinaria a un giorno da 70 Mld€. Sul fronte macro l’indice Zew tedesco di settembre è risultato migliore delle attese, rimanendo comunque in territorio negativo. Preoccupazioni per la crescita tedesca sono giunte anche dall’istituto di ricerca Rwi secondo cui il terzo e quarto trimestre potrebbero registrare una crescita negativa.

Sempre in Germania continuano le consultazioni regionali del sindacato IG Metall che il 23 settembre si appresta a richiedere un aumento salariale dell’8% per i lavoratori del settore metalmeccanico, si tratterebbe dell’aumento più alto degli ultimi 16 anni. Oggi non sono attesi dati di rilievo, con gli operatori che resteranno in attesa dell’apertura del mercato statunitense.

La notizia del salvataggio di Aig ripropone la possibilità per il decennale di ritornare verso il 4,25% nei prossimi giorni. Negli Usa la notizia del giorno è rappresentata dal salvataggio della compagnia assicurativa Aig da parte della Fed mediante un prestito da 85Mld$ con scadenza a 2 anni in cambio della partecipazione al 79,9% nella compagnia, oltre al potere di imporre il veto in ordine alle decisioni di distribuzione di dividendi. Il prestito sarà remunerato con uno spread di 850pb rispetto al tasso Libor.

Si tratta di una decisione che è arrivata dopo la verifica del’impossibilità di organizzare un prestito dello stesso ammontare da parte di Goldman Sachs e Morgan Stanley. Dopo quello delle agenzie sui mutui, si è pertanto assistito al secondo salvataggio pubblico negli Usa, motivato con il possibile impatto destabilizzante sui mercati finanziari e di conseguenza anche sui consumatori finali, al punto da costringere la Fed a far ricorso ad una norma del proprio statuto che solo in casi eccezionali le consente di fornire prestiti al comparto assicurativo.

Allo stesso tempo è anche arrivata la notizia dell’acquisto dell’unita di investment banking del Nord America di Lehman da parte di Barclays per un ammontare di 1,75Mld$. La Fed inoltre ha concluso il meeting di politica monetaria mantenendo i tassi fermi al 2%, con una decisione che, per la prima volta da un anno, è stata unanime.

Sono stati eliminati dal comunicato i riferimenti alle elevate aspettative di inflazione ed inoltre è stato aggiunto il rallentamento dell’export come causa possibile di una crescita moderata nei prossimi trimestri. Prima della riunione si erano intensificate le attese di un taglio dei tassi. Al momento la Fed ha verosimilmente preferito concentrare il proprio operato soprattutto sulle modalità di iniezione di liquidità nel sistema.

Il comunicato di ieri rimane però aperta la possibilità di una manovra sia al rialzo sia al ribasso, mentre invece in precedenza era stato ribadito sempre l’intenzione di portare in alto i tassi appena possibile. La fase di rallentamento marcato attesa in parte nel terzo trimestre ma soprattutto nel quarto, potrebbero portare la Fed a considerare l’ipotesi di un taglio.

La notizia di Aig pone le basi per un recupero più ampio dei mercati azionari seppure con cautela. Di conseguenza i tassi decennali nel breve potrebbero ritornare verso il 3,60%, dopo aver eguagliato i minimi del 2008.

Valute: Dollaro in lieve apprezzamento in chiusura vs. Euro. La notizia di Aig può compartire un temporaneo deprezzamento del biglietto verde. Confermiamo le resistenze di breve a quota 1,4360 e 1,4470. lo Yen ieri si è apprezzato in seguito all’aumento delle tensioni finanziarie soprattutto durante la sessione europea. Nella parte finale della sessione Usa si è assistito invece ad un deprezzamento con i trader che probabilmente anticipavano l’intervento del Tesoro e della Fed nella vicenda Aig. Verso Euro il supporto si colloca a 147, la resistenza a 152 circa. Verso Dollaro il supporto si colloca a 103,50. Durante la notte la BoJ ha lasciato il tasso di riferimento invariato allo 0,50%.

Materie Prime: l’inasprimento delle tensioni sui mercati finanziari ha comportato un calo generalizzato delle materie prime. Forte ribasso del greggio Wti che a New York ha sfiorato i 90$/barile per poi rimbalzare questa mattina sulla scia del salvataggio di Aig. Negli altri comparti forti ribassi per argento (-5,5%), mais (-5,3%) e grano (-5,1%).

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