Crisi Italia, contagio si espande: mercati nel panico

29 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Il selloff di ieri, provocato anche da fattori esterni come la guerra dei dazi tra Cina e Usa, si è tramutato in un vero e proprio attacco ai Bond italiani oggi sui mercati finanziari.

La curva dei rendimenti dei BTp si sta riprezzando completamente, con i rendimenti a due anni che sono schizzati in rialzo di altri 170 punti base in giornata, raggiungendo il 2,60%. Le incertezze sul governo italiano pesano come un macigno.

Lato azionario intanto il calo delle banche in Italia (vedi grafico dell’indice settoriale riportato a fond pagina), entrare in fase ribassista (-24% dai massimi di aprile) ha un impatto negativo sul comparto in Europa. Deutsche Bank, la prima banca di Germania che deve vedersela con i suoi problemi, è scivolata sotto quota €10 per la prima volta dalla crisi esistenziale di settembre 2016. Il timore è che i problemi italiani si diffonderanno anche altrove in Eurozona.

Ma non è solo la Germania a sentire il peso della crisi in Italia, è anche la Francia. Le banche della seconda potenza economica dell’area euro hanno assistito a un balzo dei Cds, i contratti credit default swap utilizzati per mettersi al riparo dal rischio di un default creditizio. I Cds a cinque anni sono aumentati di 50 punti base rispetto alla chiusura di ieri a causa dei rischi politici legati all’Italia, secondo quanto riferito da IHS Markit. Quelli di BNP Paribas sono ai livelli più alti da aprile dell’anno scorso.

Sta calando la fiducia degli operatori del mercato secondario nella qualità del credito italiano: i rendimenti decennali dei BTp, che avevano aperto in area 2,82%, guadagnano terreno toccando picchi sopra il 3,4%.

Lo Spread con i tassi dei Bund tedeschi omologhi intanto, dopo essersi ampliato di un’altra decina di punti base ieri, viaggia saldamente sopra i 300 punti base, più del doppio rispetto al livello medio del 2018. Il valore equivale ai massimi di cinque anni.

Ora rimane da vedere anche come reagirà il mercato primario dopo la domanda fiacca nelle aste della scorsa settimana e i rendimenti balzati in quelle di bond odierne, complici le incertezze politiche sulle misure economiche e sul futuro dell’Italia nell’area euro.

Come avviene solitamente alla fine del mese, è una settimana ricca di emissioni di titoli del debito governativo in Italia e viste le turbolenze politiche e sui mercati, anche per via di un contesto esterno meno favorevole a causa della guerra commerciale a tutto campo tra Usa e resto del mondo, si sapeva che il rischio era quello di pagare caro i nuovi finanziamenti.

Il rendimento dei CTz che sono stati messi all’asta dal Tesoro oggi ha segnato lo 0,971%, subendo un incremento di ben +57 punti base. Buona però la domanda, pari a 3,29 miliardi con un bid to cover pari a 1,88.

Sempre stamattina in asta sono andati anche due tipi di BTp. In particolare è avvenuto il collocamento del BTP con scadenza nel maggio 2023 per 838 milioni di euro e rendimento allo +0,90% (bid to cover pari a 1,72). Sono stati inoltre assegnati 728 milioni di euro in BTP settembre 2041 con rendimento medio al 2,14% (bid to cover pari a 1,77 volte).

I titoli a sei mesi, tuttavia, ha riscontrato una domanda sorprendentemente fiacca, 1,19 pari all’offerta. Il bid to cover è il più basso da aprile 2010 nonostante gli aiuti della Bce.

Sul mercato secondario, intanto, come detto sopra, i tassi si sono impennati sia sulla scadenza a breve, sia su quella di riferimento a dieci anni (vedi grafico sotto).

In ambito valutario, l’euro è calato sotto quota 1,16 dollari, ai minimi da luglio 2017. Se il dollaro non si stesse posizionando sulla difensiva per via delle tensioni commerciali, sui mercati tornebbero a circolare voci di “parità” tra le due divise.