CRISI: I FUTURES USA SI AVVITANO AL RIBASSO -2.5%

16 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

A mezz’ora dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa continuano a trattare in calo e in peggioramento (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un altro avvio negativo per l’azionario dopo la pesante performance di ieri, la peggiore degli ultimi 7 anni. Data la tensione che si respira sui mercati, la Fed ha iniettato negli ultimi minuti nuova liquidita’ nel sistema bancario per un valore di $50 miliardi. Cio’ ha contribuito a far scendere i fed funds al 2,15% dopo che erano schizzati al 6%.

Gli ultimi sviluppi nel comparto finanziario hanno spinto gli operatori a scommettere su un taglio del costo del denaro nella riunione del Fomc prevista in serata. “Se non accadra’, scorrera’ il sangue a Wall Street”, ha detto un trader intervistato da Cnbc Usa. I futures sui tassi indicano ora una probabilita’ del 96% su un taglio dei tassi pari a 25 punti base. A rafforzare tale ipotesi e’ stato il rilascio dell’ultimo rapporto sui prezzi al consumo, scesi nell’ultimo mese proprio nella misura prevista dagli analisti. Le chance di un taglio dei funds del 50% sono salite in pochi minuti al 50%.

La ridotta minaccia dell’inflazione rende infatti piu’ facile per la Banca Centrale abbassare i tassi, nel tentativo di calmare le isterie del mercato dopo il fallimento di Lehman Bothers. Alcuni investitori ritengono tuttavia che possa essere uno sbaglio da parte della Fed essere troppo accomodante, e che quindi dovrebbe confermare l’attuale livello.

Gli operatori restano comunque molto preoccupati per il futuro dell’economia. Lo scenario finanziario statunitense potrebbe subire ulteriori cambiamenti con l’uscita di scena della societa’ assicuratrice American International Group, fino ad alcuni mesi fa il piu’ grosso gruppo americano in termini di valutazione di mercato. A causa dell’elevata esposizione sul business dei mutui a rischio, il titolo e’ piombato -61% nella giornata di ieri e nel pre-borsa cede il 50%, scambiato a $2.38.

Le agenzie di rating Moody’s, S&P e Fitch hanno tagliato il giudizio sulla qualita’ del credito dell’azienda. Cio’ ha contribuito ad incrementare il pessimismo degli investitori sul superamento della crisi da parte del gruppo. “Se AIG non sara’ in grado di raccogliere $75 miliardi entro stasera (cosa molto improbabile), le tocchera’ la stessa sorte di Lehman, e cioe’ la bancarotta (Chapter 11)” hanno commentato alcuni trader di New York nel pre-borsa. JP Morgan Chase e Goldman Sachs stanno cercando di assembleare una super-linea di credito da $75 miliardi, ma pare che AIG non abbia sufficiente “collaterale” e cioe’ garanzie, perche’ sia messa in piedi.

Intanto ha deluso l’ultima trimestrale di un’altra grossa banca d’affari di New York. Goldman Sachs ha riportato un utile per azione di 10 centesimi migliore del consensus (ma comunque in forte calo: -70% rispetto allo scorso anno), mentre i ricavi si sono attestati a livelli inferiori alle attese. Il titolo arretra -9% nel preborsa.

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Nel comparto energetico prosegue intanto lo scivolone del petrolio, ieri al di sotto dei $100 in chiusura per la prima volta da marzo. Nelle contrattazioni elettroniche i futures con consegna ottobre segnano un ribasso di $3.58 a $92.13 al barile. Sul valutario, l’euro e’ scambiato in area 1.42 nei confronti del dollaro. In rally i titoli di Stato: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.28%.

Alle 15:15 (le 9:15 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 29.00 punti (-2.46%) a 1166.70.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -30.25 punti (-1.76%) a 1691.00.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 196 punti (-1.79%) a 10750.00.

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