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CRISI GRECIA PESA SU EURO. E IL DOLLARO SI RAFFORZA

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(WSI) -Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi sul tratto a due anni e rimasti stabili sul decennale, mentre i listini azionari hanno registrato un’altra seduta di forte calo penalizzati ancora una volta dai timori legati alla Grecia. Lo spread sul decennale Grecia-Germania ieri è infatti salito a 396 pb registrando un nuovo massimo dopo la smentita da parte di Germania e Francia di un piano di sostegno alla Grecia anticipato dal quotidiano Le Monde. Nuovo massimo storico anche per il Cds a 5 anni che ha superato 400. Le tensioni sulla Grecia sono alimentate anche dal fatto che dei 55Mld€ circa di emissioni stimate per il 2010, circa il 70% si colloca nei primi sei mesi dell’anno con un picco ad aprile (12Mld€) e maggio (12Mld€).

Ricordiamo che l’esecutivo dell’Unione europea ad inizio febbraio dovrebbe pronunciarsi in merito al piano di stabilità presentato dalla Grecia che prevede il rientro del deficit sotto il 3% entro il 2012. In Spagna il ministro delle finanze oggi presenterà il piano che dovrebbe permettere una riduzione del deficit di bilancio di due terzi. La manovra prevede una riduzione della spesa di 50 Mld€ entro il 2013, un aumento dell’Iva a partire da luglio, un aumento delle tasse sui redditi e dell’età pensionabile a 67 da 65 anni.

Ieri Trichet durante un intervento a Davos, ha ribadito di attendersi una ripresa modesta e di applicare una regolamentazione globale. Inoltre Trichet ha aggiunto che il deficit pubblico non è solo un problema europeo ma anche degli Usa. Negli Usa tassi di mercato in calo sulla parte a due anni, a fronte di tassi invariati sulla parte a lungo termine. Il calo della parte a breve è da ricollegarsi alla continuazione delle perdite sui mercati azionari, dove l’indice S&P500 ha raggiunto il minimo degli ultimi tre mesi. Il flusso di trimestrali ha evidenziato dati positivi (si veda il caso di Amazon e di Microsoft a mercati chiusi) accanto ad altri più deludenti (ad esempio Motorola e Qualcomm).

Sui mercati sta verosimilmente ancora pesando la drastica rimozione di liquidità in via di implementazione da paesi dell’area emergente. In tale ambito rientra la Cina. Dopo il recente rialzo del tasso di riserva obbligatoria, fonti di stampa del paese anticipano la possibilità di un’ulteriore decisione in tal senso agli inizi del nuovo anno lunare (metà febbraio). Oggi è arrivata anche la decisione della banca centrale indiana che ha portato la riserva obbligatoria dal 5% al 5,75%. Nel frattempo il senato ha votato la riconferma del mandato quadriennale di Bernanke, pur con una maggioranza storicamente bassa (70 favorevoli vs. 30 contrari) per questo tipo di votazione. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sul dato del Pil del quarto trimestre per il quale il consensus di Bloomberg News si posiziona al 4,7% annualizzato.

Valute: prosegue la fase di rafforzamento del dollaro, con il cross che ha rotto ieri la soglia di 1,40 a causa delle tensioni provenienti dal fronte greco. Rotto tale livello, il supporto principale si colloca in area 1,38, resistenza a 1,40. Lo yen ha toccato, contro euro, un nuovo massimo da 9 mesi durante la notte, con il cross sceso al di sotto della soglia di 125, per poi deprezzarsi in mattinata alla luce del rimbalzo dei listini europei. Verso euro confermiamo l’area di supporto collocata in prossimità di 125, la resistenza più vicina a 127 con un livello più significativo a 128.

Materie Prime: tra gli energetici praticamente invariato il greggio Wti mentre è calato il gas naturale (-1,6%) per il persistente clima mite negli Stati Uniti. Negativi i metalli industriali guidati da rame (-4,6%) e zinco (-3,5%). In controtendenza il nichel (+0,9%). Tra i preziosi in calo l’argento (-1,4%), pressoché invariato l’oro (-0,1%). Tra gli agricoli bene zucchero (+2,3%), mais (+1%) e grano (+0,7%).

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