CRISI GRECIA: NUOVI RUMOR SU ACQUISTI BOND

2 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono lievemente scesi sul tratto a due anni mentre sono rimasti poco variati sul decennale, portando il differenziale 2-10 anni a 216 pb.

L’attesa dell’annuncio di piano europeo a sostegno della Grecia ha portato ad un restringimento del differenziale sul decennale Grecia-Germania a 316 pb da 326. Il commissario Ue per gli Affari economici Rehn ha infatti dichiarato che la zona Euro è pronta a prendere una misura coordinata a sostegno della Grecia, ribadendo tuttavia che la Grecia non ha chiesto aiuti finanziari e che in ogni caso il paese ellenico si deve impegnare ad adottare nuove misure per risanare i conti pubblici.

Un portavoce del governo tedesco ha dichiarato che la Germania non contabilizzerà nessun aiuto alla Grecia nel bilancio del 2010. Un membro del Parlamento europeo, secondo quanto riportato da Reuters, ha però dichiarato che la Germania, la Francia ed i Paesi Bassi intendono acquistare bond greci utilizzando banche statali come la tedesca Kfw e la francese Caisse des Depots.

Dal lato macro segnaliamo il Pil italiano del 2009 che ha registrato un calo del 5% dal -1,3% del 2008 rivisto in calo. Allo stesso tempo il saldo primario (entrate meno uscite al netto degli interessi sul debito) è tornato in negativo per la prima volta dal 1990. Gli indici Pmi manifatturiero di febbraio continuano a rimanere sopra 50, mentre il tasso di disoccupazione dell’intera area è rimasto fermo al 9,9%. Sul fronte macro oggi sono attesi i dati relativi al Cpi di febbraio per l’Italia e l’intera area Euro. Sul decennale il supporto passa per 3,09% e la resistenza per 3,14%.

Negli Usa i tassi di mercato sono leggermente calati nonostante il rialzo dei listini azionari. I dati macro sono stati contrastanti poiché hanno evidenziato una crescita oltre le attese dei consumi nel mese di gennaio, contrapposta ad un aumento dei redditi sotto consenso. Inoltre l’indice ISM manifatturiero di febbraio è calato oltre le attese, pur mantenendosi in area espansiva.

Oltre che ai dati macro, il calo dei tassi potrebbe riflettere il ribasso del prezzo del greggio che ha leggermente ridotto le aspettative di inflazione implicite nelle breakeven dei Tips. Oggi non sono attesi dati macro di rilievo negli Usa. Sul decennale governativo il supporto si colloca al 3,56%.

Segnaliamo che durante la notte la banca centrale australiana ha aumentato il tasso di riferimento di 25pb al 4%, facendo capire che ulteriori rialzi sono previsti in futuro. All’interno dei paesi del G20, l’Australia è quello che sta procedendo più rapidamente nel processo di ripristino di una normalità dei livelli di tassi (favorita anche dal fatto che il Pil non ha mai avuto una variazione tendenziale negativa durante la crisi).

Valute: torna ad apprezzarsi il dollaro vs euro, con il cross che ieri ha sfiorato i minimi raggiunti nelle ultime due settimane sulla scia dell’incertezza causata dalla vicenda Grecia. Anche per oggi il supporto fondamentale da monitorare si colloca a 1,3450 circa.

La resistenza più vicina passa da 1,3690. Segnaliamo sul mercato valutario il deprezzamento della sterlina inglese vs euro e dollaro a causa dell’incertezza legata all’esito delle elezioni politiche che si terranno probabilmente tra aprile e maggio. Un sondaggio ha evidenziato che il Regno Unito potrebbe avere il primo governo senza maggioranza assoluta dal 1974, rischiando di complicare gli sforzi per ridurre il debito del paese (il governo stima per il 2010 un rapporto deficit/Pil al 12%).

Lo yen si è mantenuto sostanzialmente stabile durante la notte, sia vs euro sia vs dollaro, nonostante il tasso di disoccupazione giapponese sia inaspettatamente sceso al 4,9% a gennaio. Verso euro il supporto si colloca in area 119,7- 120, prima resistenza a 121,60.

Materie Prime: in calo gli energetici guidati dal gas naturale (-2,8%) e dal greggio Wti (-1,2%). Positivi i metalli industriali guidati dal rame (+2,8%) dopo il terremoto che ha colpito il Cile, principale produttore mondiale. Secondo le ultime notizie però, alcune miniere cilene hanno ripreso la produzione e questa mattina i future sono in calo. Leggermente negativi i metalli preziosi. In ribasso le principali materie prime agricole guidate dallo zucchero (-5,7%) e dal grano (-2,7%).

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