CRISI GRECIA: E ORA LA GERMANIA PENSA A UN FONDO MONETARIO EUROPEO

8 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva a fronte di un rialzo dei listini azionari che hanno risentito dei dati sul mercato del lavoro Usa e delle notizie sul fronte Grecia. Il primo ministro greco si è recato venerdì a Berlino e poi in Francia, ricevendo il supporto dei due paesi in caso di bisogno.

In particolare il presidente Sarkozy ha dichiarato che le regioni dell’area Euro sono pronte a supportare il paese ellenico ed evitare un suo eventuale default qualora necessario poiché posseggono le misure sufficienti. Tuttavia sia la Merkel che Sarkozy non hanno riferito dettagli precisi in merito alla misure che potrebbero adottare.

Il ministro delle finanze tedesco ha dichiarato che il suo governo sta pensando a come evitare altre crisi come la Grecia, dichiarando che la zona Euro potrebbe considerare la creazione di un’istituzione simile al Fmi, ovvero un European Monetary Fund (EMF).

L’EMF potrebbe sostenere i paesi in difficoltà emettendo bond, consegnandoli agli investitori in possesso dei titoli del paese in default in cambio dell’applicazione di una penale (haircut) sul valore nominale.

Sul fronte macro segnaliamo il rialzo degli ordinativi industriali tedeschi di gennaio che hanno visto un forte recupero degli ordinativi domestici e dell’area Euro, mentre sono scesi gli ordinativi dei beni capitali dei paesi non appartenenti alla zona euro.

In calendario oggi è previsto la produzione industriale tedesca, mentre nel resto della settimana avremo anche quella italiana e francese, oltre che dell’intera area. Attese anche diverse aste in Italia, Olanda, Germania, Portogallo ed Austria per 16,5-19 Mld€, con ammontare maggiore sul comparto a 2-3 anni. Sul decennale la resistenza si colloca a 3,17% ed il supporto a 3,11%.

Negli Usa i tassi di mercato sono saliti su tutte le scadenze dopo i dati relativi al mercato del lavoro di febbraio risultati migliori delle attese. Il Dipartimento del lavoro ha infatti segnalato un calo dei nuovi occupati pari a 36.000 unità, poco più della metà rispetto a quanto atteso dal mercato. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 9,7%.

In seguito a tali dati, i trader hanno aumentato le probabilità di un rialzo dei Fed Fund di almeno 25pb a settembre dal 38% al 43%, in base ai future quotati al CME. Le borse Usa hanno chiuso in rialzo con l’indice S&P500 guidato dal settore finanziario, energetico e beni di consumo discrezionali.

Questa mattina Bloomberg segnala che, secondo fonti anonime, la Federal Deposit Insurance Corp (FDIC) starebbe proponendo ai fondi pensione l’acquisto di asset (depositi e prestiti in circolazione) o quote azionarie di banche in difficoltà. La FDIC nel 2009 ha chiuso 140 banche ed ha dichiarato che nel 2010 il numero potrebbe essere superiore.

Volcker, consigliere della Casa Bianca ed ex presidente della Fed, ha dichiarato che è ancora troppo presto per i regolatori Usa rimuovere le misure di stimolo all’economia. In questo momento è importante mantenere le aspettative che una politica aggressiva di rimozione delle misure implementate durante la crisi sarà presa quando sarà il momento.

Sul fronte macro nel corso della settimana l’attenzione si concentrerà soprattutto sulle vendite al dettaglio di febbraio e la fiducia dei consumatori di marzo calcolata dall’Università del Michigan. Sul decennale governativo oggi il supporto si colloca a 3,60%, la resistenza a 3,75%.

Valute: euro in apprezzamento vs dollaro su aumentate aspettative di assistenza alla Grecia. Il movimento al rialzo del cross potrebbe essere dovuto anche ad alcune ricoperture infatti, due settimane fa, gli speculatori avevano posizioni ribassiste sul cross ai massimi storici.

Secondo gli ultimi dati del Cftc, la scorsa settimana le posizioni che puntavano ad un deprezzamento dell’euro vs dollaro sono calate del 7% circa. Per oggi la resistenza si colloca a 1,3740, mentre il supporto a 1,3530. L’euro si è apprezzato anche vs yen. Le resistenze oggi si collocano a 124,20 e 125.

Stabile lo yuan cinese vs dollaro anche se stanotte il governatore della banca centrale cinese ha dichiarato che il peg verso il dollaro in atto dal luglio 2008 è stato temporaneo e necessario per affrontare la crisi. Non ha però dato indicazioni sul timing di uscita da tale politica. Il celebre economista Roubini ha dichiarato che la Cina limiterà l’apprezzamento della propria valuta al 4% nei prossimi 12 mesi.

Materie Prime: tra gli energetici il greggio Wti (+1,6%) è salito ai massimi da 8 settimane. Bene i metalli industriali guidati da zinco (+4%), piombo (+2,8%) e rame (+2%). Positivi anche i preziosi. Misti gli agricoli con il rialzo dello zucchero (+2,4%) ed il calo di mais (-2%) e grano (-1,7%).

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