Crisi euro: la Bce drena meno liquidita’ del previsto

6 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva a fronte di un calo dei listini azionari. La giornata di ieri è stata caratterizzata da scarsi volumi a causa della chiusura del mercato Usa, mentre oggi le contrattazioni riprenderanno regolarmente. Secondo quanto riportato da Reuters, Trichet, incontrerà i rappresentanti degli istituti finanziari europei per discutere degli stress test. L’incontro è stato fissato per il 21 luglio, ovvero due giorni prima della prevista pubblicazione dei risultati degli stress test.

Secondo Reuters l’incontro si focalizzerà sui risultati e le conseguenze della pubblicazione dei risultati, inclusa la possibilità di una ricapitalizzazione da parte di qualche istituto. La Bce ha annunciato che oggi intende drenare dal sistema fino a 59 Mld€, mediante la consueta asta ad una settimana. Secondo questi dati risulterebbe che la scorsa settimana l’istituto ha acquistato 4 Mld€ di bond governativi, lo stesso ammontare delle ultime due settimane. Ricordiamo inoltre che l’operazione di drenaggio della scorsa settimana non è riuscita a raccogliere depositi per l’ammontare desiderato (32Mld€ raccolti vs. un target di 55 Mld€).

Oggi è attesa l’operazione di rifinanziamento ordinaria ad una settimana che si terrà al tasso fisso dell’1% con allocazione piena delle richieste. Dall’operazione a 7 giorni della scorsa settimana e da quella di fine tuning a 6 giorni giungono domani a scadenza fondi per 270 Mld€ circa, sarà quindi importante vedere se saranno rinnovati tutti o solo una parte. Un rinnovo di liquidità per una cifra inferiore indicherebbe un migliore stato di salute del sistema finanziario.

In Austria oggi si terrà l’asta sui titoli a 5 e 10 anni per 1,2 Mld€. La Spagna ha aperto oggi il collocamento via sindacato di un nuovo titolo decennale per un importo compreso tra i 3 ed i 5 Mld€, ad un tasso di rendimento pari a 200pb sopra midswap. FT riporta oggi le indicazioni raccolte tra i principali gestori mondiali, dalle quali emerge una maggiore propensione ad acquistare titoli governativi dei paesi periferici dell’area Euro.

Negli Usa riaprono oggi i mercati dopo la festività di ieri. L’attenzione degli operatori si sta gradualmente spostando dal tema rischio sovrano in area Euro al più ampio tema del rischio di un rallentamento brusco dell’economia, soprattutto negli Usa dopo la fine di alcuni importanti piani di stimoli in modo particolare nel settore immobiliare. Un recente paper della Fed di Cleveland basato sulle informazioni desumibili dalla pendenza della curva dei tassi (in termini di differenziale T-note 10 anni vs. Libor 3 mesi) evidenzia l’aspettativa di un Pil in crescita dell’1% il prossimo anno. Sempre secondo tale studio, la probabilità di ricaduta in recessione sarebbe molto bassa (12,4%) sebbene in rialzo rispetto alle indicazioni di aprile e maggio (rispettivamente 7,1% e 9,9%). Oggi saranno importanti le indicazioni fornite dall’Ism non manifatturiero di giugno, stabile a quota 55,4 negli ultimi tre mesi.

Valute: euro in lieve apprezzamento questa mattina vs dollaro, riposizionandosi in prossimità dell’importante resistenza collocabile a 1,2615. I segnali di rallentamento dell’economia Usa, insieme al maggior focus sull’ipotesi di un brusco rallentamento dell’economia Usa, stanno gradualmente diminuendo l’attenzione monotematica sul tema rischio sovrano in area Euro. Primo supporto rilevante a quota 1,2485. Yen in lieve deprezzamento verso euro e dollaro grazie al rialzo delle borse asiatiche. Verso dollaro il supporto di breve periodo si colloca a 87, sebbene un’area più importante si collochi più in basso tra 85 e 86. Verso euro il cross continua a restare in prossimità di 110. Resistenza di breve in area 110,75-111, supporto a 109.

Materie Prime: riaprono i mercati Usa delle commodity dopo la chiusura di ieri per la celebrazione del giorno dell’indipendenza. Questa mattina il greggio si colloca in prossimità dei 72$/barile, l’oro poco sopra soglia 1200$/oncia. In mattinata prosegue il rialzo del grano su timori legati alla produzione russa ed australiana. Al Lme ieri si è assistito ad un andamento contrastato dei metalli industriali con il nichel che ha perso lo 0,7% ed il rame che ha guadagnato lo 0,9%. Leggermente negativo l’alluminio.

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