Crisi Debito, Dexia: spunta ipotesi spezzatino con “bad bank”

5 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Si allenta la tensione su Dexia, la banca franco-belga che mantiene il controllo del 70% della banca italiana Dexia Crediop.

Gli investitori scommettono sull’arrivo imminente di una soluzione, come promesso dalle autorità europee. “Ritengo che una soluzione dovrebbe arrivare domani – ha detto in un intervento radiofonico alla radio RTL Francois Baroin, ministro delle finanze francese – E’ innegabile che Dexia non possa rimanere alle condizioni attuali, visto che è stata colpita da una gestione molto negativa e da un modello di business altrettanto negativo”.

Pochi minuti dopo, il governatore della Banca di Francia ha aggiunto che una ristrutturazione della banca è in arrivo. Secondo le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, l’istituto potrebbe essere oggetto di un break up che prevederebbe la formazione di una “bad bank”. Asset per un valore di almeno 125 miliardi di euro potrebbero essere convogliati nella bad bank, che beneficerebbe delle garanzie dei governi belga e francese.

La divisione di finanze pubbliche passerà quasi sicuramente sotto il controllo delle casse di risparmio francesi Caisse des Depots & Consignations, o CDC, e La Banque Postale. “Non ci sarà sicuramente un fallimento – ha ribadito Noyer – Parti diverse di Dexia, probabilmente, continueranno ad andare avanti separatamente”.

Buona la reazione del titolo, che sale del 3,7% a 1,04 euro circa. Ma è importante segnalare che nei primi due giorni della settimana, Dexia ha perso un terzo circa del suo valore e Goldman Sachs ha preso provvedimenti, riducendo il giudizio sul titolo a Neutral da Buy.

Intanto, Didier Reynders, ministro delle finanze belga, ha affermato che il governo è pronto a investire nell’istituto.
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Era da giorni che l’istituto era nel mirino della speculazione ribassista internazionale, tanto che il CDS (credit default swaps) di Dexia, cioe’ il derivato che in pratica assicura gli investitori dal fallimento del sottostante, era arrivato a testare i massimi, sopra quota 830 (il top storico e’ del 26 settembre a 836). Il CDS di Dexia a 5 anni trattava a 568 alla fine di maggio.