CRISI: BANCHE ITALIANE ESPOSTE A PROBLEMI EST

17 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Le banche italiane sono molto esposte nei paesi dell’Est Europa dove gli effetti della crisi dei mercati potrebbero essere incisivi, mettendo in pericolo il forte sviluppo conosciuto negli ultimi anni nella regione.

E’ quanto ammonisce, in un rapporto, la banca d’affari Morgan Stanley nel giorno in cui in Ungheria sono andate deserte le aste dei titoli di Stato e la moneta locale perde valore contro l’euro. In particolare secondo Morgan gli istituti di credito italiani sono esposti per 212 miliardi di dollari verso i paesi dell’Est preceduti solo dall’Austria (297 miliardi dove peraltro é forte la presenza di istituti controllati da banche italiane) e Germania (214 miliardi).

Più in generale dei 1.640 miliardi del debito estero dei paesi della regione, ben 1.500 sono in mano a banche europee e solo 120 miliardi a quelle statunitensi e giapponesi. Per gli analisti si potrebbe avere “un effetto boomerang” sulle banche dalla crisi di liquidità dei mercati che sta tagliando i flussi di investimento verso i paesi dell’Est.

Flussi che hanno fin qui sostenuto la crescita soprattutto verso il mercato immobiliare alimentando una bolla del credito. Uno scenario, nota Morgan Stanley, simile a quello all’origine della crisi degli Stati Uniti. La possibile svalutazione delle monete locali, fuori dall’ombrello protettivo dell’euro, porterebbe inoltre ulteriori danni nei bilanci degli istituti di credito della regione (controllati per l’80% da banche estere) mentre il blocco o gli alti costi del finanziamento sul mercato interbancario provocherà un rallentamento degli impieghi a livello locale.