Crisi anche per le aste di opere d’arte: Christie’s delude le attese

2 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – In tempi di crisi le uniche aste ad aumentare di numero e riscontrare successo sono quelle giudiziarie. Vista la debolezza dei mercati finanziari, anche uno dei mercati piu’ redditizi al mondo come quello delle aste di opere d’arte e’ in grave crisi, come ai tempi del post Lehman. Christie’s International ha registrato ieri la peggiore performance da due anni nel comparto Impressionismo ed arte moderna.

Vendute opere d’arte per circa $140,8 milioni, con il 38% degli 82 pezzi che non è riuscito a trovare un compratore. Tra questi anche numerosi oggetti di grande valore. Non si è andati dunque neanche minimamente vicini ai valori attesi, tra i $211,9 milioni e i $304,4 milioni.

“La qualità non poteva essere peggiore e le stime non potevano essere più elevate”, ha detto Alberto Mugrabi, collezionista e mercante di pezzi d’antiquariato. “Ecco cosa succede quando si ha una combinazione di tali fattori”.

Tra i pezzi più importanti che non sono riusciti a trovare un nuovo padrone salgono all’occhio la scultura in bronzo di una ballerina, “Petite danseuse de quatorze ans” di Edgar Degas (valore stimato $35 milioni, ultimo acquisto nel 2000 a $11,6 milioni) e un ritratto del 1935 di Marie-Therese Walter, amante di Pablo Picasso (valore stimato tra $12 milioni e $18 milioni).

“Le aspettative erano troppo aggressive”, ha detto Thomas Seydoux, a capo del dipartimento Impressionismo ed arte moderna per Christie. “Mi sarebbe piaciuto poter incolpare i mercati finanziari”.

Con appena il 62% dei pezzi venduti, l’asta ricorda tanto quella del 6% novembre 2008, poche settimane dopo il crollo di Lehman, quando la percentuale degli affari a segno aveva toccato il 56%.