Crisi Alitalia, Ue: “Possibile la proprietà pubblica, no agli aiuti di Stato”

25 Luglio 2018, di Alessandra Caparello

Si riapre il capitolo Alitalia dopo le parole della commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager che delinea un possibile ritorno dello Stato nella società.

“Quando si parla del futuro di Alitalia non c’è una nostra soluzione preferita, come sapete siamo neutrali sulla proprietà, ovviamente è una possibilità che sia in parte di proprietà pubblica, ma quello che guardiamo è che lo Stato agisca come attore del mercato in modo che non ci siano aiuti di Stato. Quello è l’importante, non l’identità del proprietario”.

Già nei giorni scorsi ad aprire il dossier Alitalia era stato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che aveva affermato che Alitalia sarebbe tornata al 51% all’Italia con l’intervento di un partner. Sulla stessa scia Luigi Di Maio che aveva spiegato che “sono in corso da parte di questo governo le interlocuzioni necessarie per assicurare un futuro a questa azienda, per tutelare al meglio le esigenze dei lavoratori e del gruppo e mi spenderò in prima persona con tutti i player internazionali per trovare un futuro all’azienda Alitalia”.

“L’importante”, sottolinea la commissaria Ue, è che “non ci siano aiuti di Stato, non l’identità del proprietario”. Su Alitalia, ha aggiunto, “come sapete c’è un caso di aiuto di Stato ancora in corso, su cui stiamo lavorando con le autorità italiane”. L’idea su cui il governo gialloverde sta lavorando è quella di un’”operazione di sistema” – scrive Il fatto Quotidiano – cioè un intervento complessivo di politica dei trasporti che potrebbe far leva sulle Ferrovie dello Stato e forse anche sulla Cassa depositi e prestiti.

Il partner straniero? I nomi ancora al tavolo dei commissari straordinari son quelli di Lufthansa, EasyJet, Cerberus e Wizz Air.