Crisi: Adiconsum, calano consumi, cresce indebitamento famiglie

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “Le riforme non possono né devono essere solo tagli alla sanità, alla scuola, ai servizi sociali locali degli asili e degli anziani, e aumenti rilevanti delle tariffe”. A dichiarlo una nota di Adiconsum nella veste del suo segretario nazinale Paolo Landi. Adiconsum chiede al Governo: una riduzione delle tasse alle famiglie per rilanciare i consumi; un controllo sugli aumenti delle tariffe dei vari servizi pubblici locali e nazionali; •sanzioni e più concorrenza contro le speculazioni, e una decisa lotta all’evasione fiscale. A differenza degli altri Paesi europei la busta paga e le pensioni nel nostro Paese sono state più leggere: ogni anno i consumatori italiani hanno perduto circa 550 euro. Inoltre per molte famiglie si è aggiunta la cassa integrazione che comporta un ulteriore ridimensionamento del potere d’acquisto. La conseguenza è ovvia: calano i consumi, aumenta la soglia di povertà delle famiglie e molte per arrivare alla fine del mese si indebitano. Questi non sono dati delle Associazioni Consumatori, ma dell’Istat. Di fronte alla situazione di emergenza vissuta da numerose famiglie del nostro Paese – afferma Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – è quanto mai urgente che il Parlamento torni a discutere di occupazione, di consumi, di sviluppo e intraprenda una decisa lotta all’evasione, per evitare che la parola “riforma” significhi poi nel concreto solo taglio dei servizi ai cittadini o maggiori ticket.