Crisi acqua, sarà possibile evitare esplosioni guerre?

10 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le guerre del 21°esimo secolo saranno combattute per l’acqua: l’avvertimento è stato lanciato da più parti, con molti tra scienziati ed esperti che hanno messo in guardia contro la crescente scarsità della “commodity blu”.

Sappiamo che più del 70% della Terra è ricoperto di acqua; tuttavia, la grande ironia per la popolazione umana è che di questa quantità solo il 2,5% si può considerare acqua potabile; l’accesso all’acqua, avvertono gli scienziati, potrebbe essere messo a serio rischio entro solo due generazioni, se problemi cruciali come l’inquinamento, l’eccesso di consumi e i cambiamenti climatici non verranno affrontati e, possibilmente, risolti.

Un grande interrogativo è però il seguente: dove trovare acqua potabile? A quale fonte attingere? Un team di ricercatori australiani, guidati dall’idrologo Vincent Post, ha scoperto enormi quantità di riserve di acqua dolce sotto i fondali marini; i ricercatori ritengono che una quantità pari a mezzo milione di chilometri cubici di acqua sotterranea, a basso contenuto di sale, sia intrappolata presso le coste di Australia, Cina, Nord America e Sud Africa.

“Il volume di questa risorsa d’acqua è cento volte tanto l’ammontare di acqua che abbiamo estratto dalla Terra nell’ultimo secolo, a partire dal 1900. L’esistenza di tali riserve è una grande notizia, in quanto il volume di acqua (scoperto) potrebbe sostenere alcune regioni per decenni”, ha detto Post, la cui scoperta è stata pubblicata nella rivista Nature, la scorsa settimana.

Post ha aggiunto che gli scienziati esperti di falde acquifere “erano a conoscenza della presenza di quantità di acqua dolce sotto i fondali marini, ma pensavano che questa si manifestasse solo in condizioni rare e speciali. La nostra ricerca mostra che gli strati acquiferi sotto i fondali marini sono invece un fenomeno piuttosto comune”.

I ricercatori hanno sottolineato che l’acqua potrebbe essere prelevata attraverso la costruzione di piattaforme e di impianti di trivellazione nei fondali, così come accade nei casi in cui si estrare il petrolio dai mari.

Detto questo, una volta estratte, le grandi riserve di acqua non potrebbero mai essere semplicemente imbottigliate e pronte da bere.

“Sebbene l’acqua sia relativamente dolce rispetto a quella del mare, non è potabile – ha commentato Ward Sanford, idrologo dello United States Geological Survey, precisando che sarebbe necessario prima un processo di desalinizzazione. E’ confortante comunque sapere che, se la desalinizzazione dell’acqua degli oceani costa fino a $2 per metro cubo, per desalinizzare la stessa quantità di acqua proveniente da una falda acquifera, ci vorrebbero solo 20 centesimi.

Stando al World Water Council, 1,1 miliardi di persone nel mondo vivono senza avere accesso all’acqua potabile mentre nei paesi avanzati come Usa e Giappone il consumo di acqua è di circa 350 litri al giorno per persona.

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