CRISI: A RISCHIO ANCHE LA SALUTE MENTALE

15 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Chiu Hei-chun ha lavorato come lavapiatti in un chiosco per 50 anni, per poi perdere i risparmi di una vita nel fallimento di Lehman Brothers. “Ho risparmiato (520.000 dollari Hong Kong, circa 50.000 euro) a poco a poco. Erano per mia moglie e per me, per le nostre spese mediche e i nostri funerali quando non ci saremo più, in modo da non dover disturbare i nostri figli”, ha detto l’uomo, 72 anni.

“Ventimila dollari HK (circa 1.900 euro) di quell’ammontare appartengono a mia moglie e lei non mi rivolge più la parola. Prima dormivo 4 ore a notte, ma dopo ciò che è successo non riesco a dormirne neanche una”. Il collasso del sistema finanziario globale sembra non aver colpito solo le tasche della gente: sempre più persone soffrono di insonnia, ansia e depressione, e secondo gli psichiatri il tasso di suicidi andrà aumentando.

“Ci sono molti casi di insonnia, depressione e ansia. Cresce il numero di persone depresse per la perdita dei loro soldi, preoccupate circa la sicurezza del proprio posto di lavoro e la situazione finanziaria delle proprie famiglie”, spiega Dominic Lee, psichiatra di Hong Kong che conta tra i suoi pazienti anche alcuni investitori.

DISOCCUPATI PIU’ PROPENSI AL SUICIDIO Secondo gli esperti la situazione peggiorerà di gran lunga quando gli impatti dilagheranno e le persone che hanno accumulato meno risparmi rispetto ai grandi investitori inizieranno a perdere il lavoro, con i tagli al personale da parte delle aziende dovuti al credit crunch. “Se la gente inizia a perdere il lavoro e salgono i tassi di disoccupazione, sarà ancora peggio”, ha detto Paul Yip, direttore del Centro di ricerca e prevenzione suicidi dell’Università di Hong Kong.

“I disoccupati sono da 6 a 30 volte più propensi al suicidio”. In Giappone, il numero di suicidi è balzato nel 1998 a 32.863 rispetto ai 24.391 del 1997, un fenomeno che molti hanno attribuito alla serie di bancarotte seguite allo scoppio della bolla economica giapponese e che alcuni studi mostrano sia legato al tasso di disoccupazione, mentre a Hong Kong, le stime indicano che il numero di suicidi sia cresciuto del 50% dal 1997 — anno della crisi economica asiatica — al 2003 (da 12 a 18 casi su 100.000 abitanti), quando esplose l’epidemia Sars.

Preoccupa i medici anche il livello di benessere fisico. “Ci sono molte prove a sostegno del fatto che lo stress e la depressione possono colpire la salute fisica. Lo stress può portare a molti disturbi, come asma, ictus e malattie cardiovascolari. Sono molto più collegati di quanto siamo portati a credere”, ha detto Lee. A Hong Kong, il governo ha istituito questa settimana una linea telefonica attiva 24 ore su 24 per coloro che hanno “problemi emotivi e familiari” legati alla crisi, a cui rispondono gli assistenti sociali. Almeno 43.700 persone nel paese hanno investito un totale di 2,6 miliardi di dollari (circa 1,9 miliardi di euro) in beni legati a Lehman.