Crisi: 78 famiglie di cassintegrati svendute in borsa dagli speculatori

21 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia
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Roma – Rovinati dalla borsa: i 78 cassintegrati della RDB di Montepulciano Stazione (Siena), che presidiano giorno e notte da oltre sessanta giorni il loro stabilimento, hanno reinterpretato così l’acronimo di una ditta che fino a pochi anni fa rappresentava l’eccellenza nella produzione dei prefabbricati in Italia. E lo stabilimento senese in particolare, uno dei pochi dei 18 sparsi in tutta Italia in grado di realizzare una struttura dalla A alla Z.

È stata la borsa e non la crisi – denunciano i lavoratori – a far crollare la RDB. È dal 2007, quando la società è stata quotata in borsa, che questi lavoratori hanno la sensazione di essere il casuale contenuto di una scatola che i proprietari usano per i loro giochi finanziari.

“Proprietari che non hanno un volto – ricorda uno dei dipendenti più anziani che ha già vissuto il fallimento negli anni Ottanta – quando però i padroni avevano nome e volto e sapevi sempre con chi prendertela e protestare”. La RDB infatti, come molte aziende italiane, è diventata solo uno strumento nelle mani di affaristi che non vogliono portare avanti un’attività lavorativa ma solo utilizzarla come specchietto per le allodole per le loro speculazioni finanziarie.

Lo hanno capito bene questi 78 cassintegrati che da più di due mesi si alternano nel presidio, dormendo dentro una roulotte, per impedire che dallo stabilimento vengano portati via gli stampi. La loro unica speranza è ormai questa perché finché ci saranno gli stampi lo stabilimento non sarà ufficialmente dismesso e sarà ancor appetibile per qualche acquirente. I 78 cassintegrati si sono aggrappati a questi stampi come ad un’ancora di salvezza ma i proprietari senza volto della RDB stanno boicottando, ormai da molti mesi, anche la possibile ed estrema alternativa della vendita. Continuano a disertare gli incontri convocati da sindacati ed istituzioni locali che per la RDB di Montepulciano Stazione sono arrivati a chiedere addirittura il commissariamento da parte dello Stato.

Salvare gli stampi è dunque la ragione della lotta, ma ad infrangere le speranze degli operai della RDB della provincia di Siena è stato l’ufficiale giudiziario che ha fissato l’ultimatum per dichiarare il fallimento e portar via gli stampi.

Una nuova scadenza per questi 78 lavoratori che da tanto, troppo tempo vivono così, con un lavoro ed un’intera vita a scadenza.

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