Creval, positiva evoluzione degli aggregati patrimoniali

11 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Consiglio di Amministrazione del Credito Valtellinese – Capogruppo dell’omonimo Gruppo bancario – oggi riunito sotto la presidenza di Giovanni De Censi, ha approvato i risultati del primo trimestre 2010, presentati dall’Amministratore Delegato Miro Fiordi. I dati riaffermano la positiva evoluzione degli aggregati patrimoniali, grazie allo sviluppo della rete operativa e al rafforzamento della posizione di mercato, la costante attenzione al sostegno all’economia reale delle aree di insediamento, con un ulteriore incremento dei crediti erogati alle PMI e alle famiglie e nuove iniziative a favore delle imprese, in un quadro di stretto controllo del rischio di credito. I risultati economici sono influenzati dalla prolungata contrazione dei tassi di mercato e dagli effetti negativi della congiuntura economica sul costo del credito, coerentemente con il modello di business focalizzato in via esclusiva sull’attività di intermediazione creditizia. In tale contesto, il Gruppo Creval ha ulteriormente consolidato il proprio posizionamento di mercato; a fine marzo sono circa 890.000 i clienti del Gruppo, con un incremento di 10.000 unità nel trimestre (+54.000 clienti dal 31 marzo 2009). 518 le filiali operative in 10 regioni, con un incremento di 25 unità rispetto al 31 marzo 2009. Il Creval ha dunque confermato la propria costante attenzione all’economia locale delle aree di insediamento, con un ulteriore incremento dei crediti erogati alle PMI e alle famiglie nell’ordine del 10% e l’avvio di nuove iniziative a sostegno del territorio. La raccolta diretta si attesta a 20.648 milioni di euro con una crescita del 2,1% rispetto a dicembre 2009 e del 5,7% sul corrispondente periodo dello scorso anno. La raccolta indiretta assomma a 12.910 milioni di euro in aumento del 2,2% su 12.636 milioni a dicembre dello scorso anno e di 8,9% su base annua. Maggiormente accentuata la dinamica del risparmio gestito che raggiunge 6.206 milioni di euro con un incremento del 5,6% rispetto a 5.875 milioni di fine 2009 e del 17% circa sul primo trimestre 2009. La raccolta globale, pari a 33.558 milioni di euro, evidenzia quindi una crescita del 2,2% su 32.853 milioni a fine 2009 e del 6,9% su base annua. A fine marzo 2010 i crediti verso la clientela si attestano a 20.618 milioni di euro e segnano un aumento dell’1,2% rispetto a fine 2009 e del 9,6% sul corrispondente periodo dello scorso anno. Il risultato netto della gestione operativa si rappresenta in 65 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo dello scorso anno in termini normalizzati. Le rettifiche di valore per deterioramento crediti assommano a 22 milioni di euro in incremento del 10,2% rispetto a 20 milioni del primo trimestre 2009, ma in riduzione rispetto al quarto trimestre 2009. Il “costo del credito”, espresso in percentuale rispetto al totale dei crediti verso clientela, è pari a circa 43 basis point. L’utile lordo dell’operatività corrente si determina quindi in 42,3 milioni di euro in diminuzione del 6,4% sul primo trimestre 2009, al netto delle componenti non ricorrenti. Gli oneri fiscali del periodo, stimati in 18,1 milioni di euro e gli utili di pertinenza di terzi per 3,7 milioni di euro attestano il risultato netto di periodo a 20,4 milioni di euro in flessione del 12,8% rispetto al risultato del primo trimestre 2009 normalizzato e in aumento del 5,5% rispetto al quarto trimestre 2009, al netto delle componenti non ricorrenti. Tuttora permangono molte incertezze sull’evoluzione dello scenario macroeconomico, in particolare sui tempi, l’entità e la tenuta della ripresa, cui si accompagnano le incognite correlate alla crisi della Grecia e alle possibili ripercussioni sui mercati finanziari e valutari. Il Consiglio di Amministrazione, pur con la necessaria cautela, ritiene prefigurabile un andamento gestionale coerente con quello del trimestre concluso, con un’ulteriore evoluzione degli aggregati patrimoniali e una dinamica reddituale condizionata dalla prolungata fase di appiattimento dei tassi di mercato e da una non prevedibile evoluzione del costo del rischio di credito rispetto all’esercizio 2009.