Cresce l’ansia in Europa per colpa della Corea e dei PIGS

23 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Un’altra tegola è caduta sui mercati europei, alimentando le vendite dei giorni scorsi. Dopo il ritorno delle preoccupazioni per i debiti pubblici di alcuni stati membri dell’Unione Europea, con l’Irlanda che ha accettato un pacchetto di aiuti finanziari dopo vari tentennamenti, le piazze finanziarie accusano il colpo della Corea. In particolare i mercati risentono della notizia che la Corea del Nord ha sferrato un nuovo attacco di artiglieria contro l’isola sudcoreana Yeonpyeong. Gli investitori, che si sono sentiti correre un brivido lungo la schiena, hanno optato per i titoli difensivi e per i beni rifugio come l’oro e il dollaro. Il metallo giallo si è spinto a 1.373 dollari l’oncia mentre il cross eur/usd è scivolato a 1,337, sui minimi da due mesi. Intanto il presidente dell’Unione Europea, Herman Van Rompuy, ha cercato di smorzare le paure per un possibile effetto contagio dei PIGS, affermando di non vedere la necessità da parte del Portogallo di chiedere un aiuto economico poiché le condizioni del paese lusitano sono piuttosto diverse da quelle dell’Irlanda. “La situazione è sana e non c’è bisogno di aiuto”, ha dichiarato Rompuy. Molto preoccupata invece la Merkel. L’Irlanda è “motivo di grande preoccupazione”, ha ammesso il capo del governo di Berlino, anche se la crisi dell’ex tigre celtica è diversa da quella greca. La cancelliera ha poi ribadito la sua idea di coinvolgere i privati nel meccanismo di salvataggio permanente per i Paesi della zona euro. Bruxelles ha chiuso con un ribasso del 2,24% a 2584,25 punti, Zurigo con un decremento dell’1,86% a 6411,36 punti, Parigi con uno svantaggio del 2,47% a 3724,42 punti ed Amsterdam con una minusvalenza del 2,22% a 334,82 punti. Male anche Francoforte -1,72% a 6705 punti, Londra -1,75% a 5581,28 punti e Madrid -2,81% a quota 9715,3. A livello settoriale nuova debacle per le banche e per gli assicurativi mentre le auto risultano essere le peggiori con una minusvalenza del 2,4%.