Credit Suisse: Tobin Tax inapplicabile e molto dannosa

29 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bruxelles – La tassa sulle trasazioni finanziarie sara’ con ogni probabilita’ bocciata e comunque, cosi’ come e’ formulata, causera’ gravi danni sui mercati. E’ quanto sostiene Credit Suisse in un report sulla proposta presentata ieri dalla Commissione Europea. Secondo la banca d’affari ”non e’ chiaro se la proposta sara’ approvata” da tutti i 27 stati dell’UE ”visto che la Gran Bretagna ha gia’ detto che si opporra’ a meno che non ci sia un accordo globale” e che al G20 di novembre ”non siamo sicuri che verra’ accolta con favore da tutti”.

Oltre a questo, secondo Credit Suisse, i ricavi previsti, 57 miliardi di euro, ”saranno piu’ che compensati dal costo in termini di minore crescita del prodotto interno lordo” e non tornano con le stime sui ricavi previsti per l’Investment Banking europeo. La tassa, poi, secondo le valutazioni degli analisti, ”sara’ molto negativa per i volumi e per la liquidita’ dei mercati. Ad esempio sulla borsa di Londra il 40% dei volumi sono trading ad alta frequenza” una fetta di mercato che sarebbe ”particolarmente colpita” da un’imposta che colpisce ciascuna transazione.

In conclusione, scrive Credit Suisse, ”siamo scettici sul fatto che questa tassa sara’ implementata ma se lo fosse potrebbe avere un impatto molto negativo sui mercati. Le aree piu’ penalizzate sarebbero l’Investment Banking, i cambi e le piattaforme ad alta frequenza di scambi e prevediamo flessioni dei volumi uniti ad una forte volatilita’. In un mercato dominato dall’incertezza questo non aiuterebbe di certo”.

Intanto ad Atene e’ il caos, con un gruppo di manifestanti che ha occupato i ministeri. Diverse categorie hanno annunciato una nuova serie di scioperi per protestare contro le nuove, ennesime, misure di austerita’ decise dal governo. L’annuncio di una nuova imposta patrimoniale e di altri tagli alle pensioni e’ stato accolto molto duramente dalla popolazione, che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare enormi sacrifici – come sono stati definiti dal premier George Papandreou – e un sistema economico bloccato.