Credit Suisse, ricchezza globale ha recuperato dopo il primo impatto del Covid

22 Ottobre 2020, di Alberto Battaglia

Nei primi tre mesi del 2020 è andata in fumo quasi la metà della ricchezza aggiuntiva guadagnata dalle famiglie nel corso dell’anno precedente: è questo l’impatto avuto sulla pandemia secondo quanto si legge nel Global Wealth Report, pubblicato oggi dal Credit Suisse Research Institute.

Il 2019 era stato “un anno record per la creazione di ricchezza”, afferma l’istituto svizzero, con un incremento del patrimonio globale totale pari a 36.300 miliardi di dollari. Tra gennaio e marzo, tuttavia la riduzione è stata pari a 17.500 miliardi di dollari, ovvero oltre il 48% rispetto agli incrementi nel patrimonio realizzati l’anno prima.

Il recupero

“Secondo le stime relative al secondo trimestre 2020”, poi, “la ricchezza totale delle famiglie è lievemente aumentata, portandosi al livello dello scorso anno, mentre la ricchezza per adulto risulta leggermente inferiore”.

Secondo quanto ha calcolato Credit Suisse, se non si fosse verificata la pandemia la ricchezza per adulto sarebbe passata da 77.309 dollari all’inizio dell’anno a 78.376 dollari a fine giugno 2020.
Al contrario, complice il Covid-19, essa è scesa a 76.984 dollari. Detta altrimenti, a causa dell’emergenza coronavirus la ricchezza media nei primi sei mesi del 2020 è diminuita dello 0,42% anziché essere aumentata dell’1,38% – con un impatto complessivo del -1,8%.

Nonostante la pandemia, i soggetti con un patrimonio netto superiore ai 50 milioni di dollari continuano a dormire fra due guanciali: “il numero di milionari, che nel 2019 ha raggiunto il record di 51,9 milioni di persone, è rimasto pressoché invariato nella prima metà del 2020”.

Il commento

“Considerati i danni causati dalla pandemia all’economia mondiale, colpisce osservare che la ricchezza delle famiglie ne è uscita relativamente indenne. La ricchezza costituisce una forma di assicurazione personale su cui le famiglie possono contare in tempi difficili”, ha commentato Anthony Shorrocks, economista e autore del rapporto, “l’impatto iniziale della pandemia è stato soprattutto il forte calo dei corsi azionari a livello mondiale. Con l’intervento di governi e banche centrali i corsi azionari hanno iniziato a crescere. In ambito non finanziario, non si è delineata una tendenza globale al ribasso per i prezzi di case o immobili in generale”.