Creativita’. Ecco cosa chiedono gli economisti alla Fed

2 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Ricordate le mosse del tutto inconsuete adottate dalla Bank of Japan lo scorso 5 ottobre? Ecco, c’e’ chi a Wall Street e dintorni vorrebbe da parte della Federal Reserve non tanto iniziative simili quanto un modo di ragionare che, proprio come a Tokyo, vada oltre il consueto.

Tradotto: il semplice acquisto di titoli di stato, il cui annuncio domani e’ dato ormai per certo, e’ giudicato troppo ortodosso e pressoche’ inutile. “Credo che la Fed voglia essere creativa e non sarei sorpreso se si mettesse a comprare altri asset oltre ai Treasury”, ha dichiarato a Fortune Kenneth Naehu, managing director e a capo del reddito fisso di Bel Air Investment Advisor.

Paul Ashworth, economista di Capital Economics, ricorda che le leggi limitano la banca centrale in simili acquisti ma nulla e’ inciso nella pietra. “In teoria non c’e’ nulla che la Fed non possa fare”, ha detto. A novembre del 2008, per esempio, la Fed stessa invoco’ il Federal Reserve Act in base al quale le e’ consentito avere maggiori spazi di manovra in casi di “circostante non convenzioali”. Ecco perche’ venne creata l’Asset-Backed Securities Loan Facility per comprare il debito di studenti, gruppi auto e delle carte di credito.

Ecco quali potrebbero essere le alternative se Ben Bernanke sapra’ essere creativo.

INTERVENIRE NEL COMPARTO IMMOBILIARE
Oltre ai Treasury, la Fed potrebbe comprare il debito emesso da agenzie governative come i colossi dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac (F&F) o fondi di investimento (i REITs). Il primo round di quantitative easing includeva titoli garantiti da prestiti immobiliari targati F&F nel tentativo di risollevare il real estate.

AIUTARE STATI E GOVERNI LOCALI.
I tassi dei mutui sono gia’ ai minimi storici e questo non sta spingedo i consumatori a comprare case o a bussare alla porta delle banche chiedendo piu’ prestiti. Anzi. Il mercato del lavoro e la situazione economica stanno tenendo a freno proprio le spese dei privati, ma non solo. “La Fed deve fare qualcosa di diverso e andare alla ricerca di strade che assicurino liquidita’ a quella parte del mercato che non ha beneficiato del primo round di allentamento monetario”, ha detto Mark Vitner, economista di Wells Fargo. La sua soluzione? La Fed compri obbligazioni emesse da stati e citta’. E’ dal 1933 che la Fed non compra bond simili.

SPINGERE I CONSUMI PRIVATI.
Altro che Titoli di stato Usa. La Fed dovrebbe puntare sull’azionario. La volatilita’ verrebbe meno incoraggiando gli investitori individuali a tornare nei mercati finanziari. Ne e’ convinto Roger Farmer, capo economista di UCLA. Piu’ soldi circolanti nel settore privato potrebbe spingere le aziende ad assumere e spendere nuovamente. Un’exit strategy dall’azionario, inoltre, e’ piu’ facile di quella che sarebbe necessaria con i Treasury.

AIUTARE LE PICCOLE AZIENDE.
Le grandi societa’ sono gia’ sedute su $1000 miliardi di liquidita’. Perche’ aiutarle?, si interroga Catherine Mann, professore di finanzia alla Brandeis University ed ex economista della Fed. Meglio, dice a Fortune, finanziare prestiti garantiti dalla Small Business Administration: hanno rischi relativamente contenuti perche’ garantiti appunto da un’agenzia federale. Le pmi, che piu’ di tutti hanno sofferto il credit crunch, ne beneficerebbero.

ALZARE GRADUALMENTE L’INFLAZIONE.
Anziche’ asset alternativi, molti economisti suggeriscono alla Fed acquisti (non in un colpo solo ma graduali) di Treasury con varie scadenze (dai 2 ai 10 anni). L’idea e’ che un programma graduale potrebbe fare alzare l’inflazione ed evitare all’economia il ritorno in recessione.