CRACK DUBAI: WALL STREET PRONTA A SOSPENDERE LE CONTRATTAZIONI

28 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Secondo quanto risulta a Wall Street Italia la borsa di New York, New York Stock Exchange (NYSE) gia’ ieri mattina venerdi’ era pronta a varare misure di emergenza dovute alla possibile alta volatilita’ dei mercati in conseguenza del default in Dubai. Il NYSE lo fatto tramite l’approvazione, assolutamente non pubblicizzata, della cosiddetta “Rule 48”, un raro provvedimento invocato solo quando eventi esterni possono compromettere la normalita’ degli scambi azionari, consentendo alla borsa il blocco e la sospensione a tempo indeterminato delle contrattazioni. L’OK e’ arrivato alle 9:10 di mattina, venti minuti prima dell’apertura.

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Ieri la seduta a Wall Street e’ stata accorciata a meta’ per via del lungo ponte di Thanksgiving e quindi i volumi sono stati molto bassi per le assenze di numerosi trader. Poiche’ non e’ ancora chiaro il significato preciso della norma sul funziamento della Borsa Usa, si tratta di verificare (non ci e’ stato possibile farlo per la festivita’) se la “Rule 48” e’ valida per un solo giorno (venerdi’ 27) oppure se sara’ prolungata o riemessa anche lunedi’ 30 novembre, sessione in cui Wall Street tornera’ a girare a pieno regime. In apertura avremo il test autentico per verificare la tenuta del mercato azionario americano, in merito al default in Dubai. Non e’ detto sia al ribasso. I volumi saranno molto alti sui futures S&P500. Occhio anche al cambio EUR/USD e ai futures sul greggio al CME.

Il testo della “Rule 48” e’ il seguente:

Rule 48 is intended to be invoked only in those situations where the potential for extreme market volatility would likely impair floor-wide operations at the exchange by impeding the fair and orderly opening of securities. Accordingly, the rule sets forth a number of factors to be considered before declaring such a condition, including:

•Volatility during the previous day’s trading session;
•Trading in foreign markets before the open;
•Substantial activity in the futures market before the open;
•The volume of pre-opening indications of interest;
•Evidence of pre-opening significant order imbalances across the market;
•Government announcements;
•News and corporate events; and,
•Any such other market conditions that could impact floor-wide trading conditions.