Covid-19: i settori produttivi italiani alla prova ripartenza

15 Giugno 2020, di Alessandra Caparello

Rappresenta sia un termometro della crisi sia della ripartenza l’Osservatorio Pulse realizzato da Crif che permette di analizzare le conseguenze sul business e il prevedibile andamento futuro dei vari settori economici delle imprese italiane in un anno nel quale l’Istat prevede una frenata della congiuntura nell’ordine dell’8,3 per cento.

Covid-19: i settori industriali più resilienti

Lo studio esamina la capacità di ripresa dei diversi settori industriali italiani, in seguito alla pandemia di Covid-19 e al conseguente lockdown e sulla base di questi parametri, divide i settori economici in quattro categorie: Top, Upper, Middle e Bottom.

Dall’analisi emerge che solo un ristretto numero di comparti, individuati come Top, mostra una sostanziale tenuta rispetto agli effetti del COVID-19. Tra questi settori si evidenziano il farmaceutico, le telecomunicazioni, ICT e media, la chimica e la consulenza anche se il numero di imprese che ricadono in questa categoria è piuttosto limitato sia in termini numerici (circa il 15% del totale) che per giro d’affari (circa l’11%).

All’estremo opposto ci sono i settori Bottom, i quali subiranno prevedibilmente un forte impatto negativo a causa del COVID-19: il Turismo/Tempo Libero, il Commercio di autoveicoli, il Mining/Oil&Gas, l’Ingegneria civile e le costruzioni, la Meccanica/Mezzi di trasporto e i Prodotti metallici. Rispetto alla limitata concentrazione di società all’interno della categoria Top, la categoria Bottom vede la presenza di circa il 28% delle società di capitali italiane, per un giro d’affari aggregato del 24% del totale.

Nel 2020 calo del fatturato e dei margini

Infine, le previsioni di CRIF per i diversi settori suggeriscono che, per il 2020, nonostante un contesto di complessivo calo, la riduzione del fatturato e dei margini avverrà con una diversa magnitudine, più marcata per alcuni settori quali Turismo e Tempo Libero, Mining/Oil & Gas e Commercio di Autoveicoli.

Al contrario, i settori Farmaceutica, Servizi Socio Sanitari, Istruzione e PA e Agricoltura presenteranno una maggiore resilienza.

Nel 2021, il rimbalzo previsto rispetto all’anno precedente permetterà una ripresa nel fatturato e nei margini, tuttavia non sufficiente a tornare ai livelli pre-crisi. In particolare, i settori della Farmaceutica e Alimentare, Bevande e Tabacco presenteranno livelli di fatturato e redditività superiori ai dati del 2019.