COVERED WARRANT: REAZIONE DEI LETTORI/2

14 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Continuiamo a pubblicare oggi alcune lettere pervenuteci in relazione all’allarme sul trading dei covered warrant lanciato la scorsa settimana da un nostro utente, Roberto Squarotti, di Torino (vedi link a fondo pagina):

3/13. Oscar Rossi, Promotore finanziario, Meda (MI).

Solo poche righe in seguito alla lettera di un Vostro lettore di Torino datata 10 marzo, in merito ad una protesta formale verso Tradinglab Unicredit.

Leggendo il reclamo non noto riferimenti al recupero fiscale della minusvalenza ottenuta dalla operazione chiusa in perdita, nel caso di riuscita vendita del titolo, di assoluta importanza per l’investitore ancor più del contentino morale del tick offerto dalla Società emittente del covered.

Mi auguro questa osservazione, se da voi ritenuta corretta, possa essere motivo di discussione ma soprattutto di supporto alla risoluzione di questa vergognosa diatriba.
Cordialità. Oscar Rossi

3/14. Massimo Rossato, medico specialista, Padova

Vorrei complimentarmi perchè finalmente una Redazione ha il coraggio di andare contro il gruppo Unicredito negli illeciti che essi commettono nella gestione dei CW sia sui titoli italiani che esteri nochè riferiti agli indici.

E questo Vs. coraggio sarebbe auspicabile che fosse assorbito anche dalla Consob affichè intervenisse per far ripettare la Legge, perchè di Legge Italiana si tratta.

Molto spesso piccoli risparmiatori, come me, ed altri che scrivono queste lettere, non hanno la capacità di intervenire in modo severo e nelle sedi più appropiate. Anche nel mio caso, ho guadagnato poco e perso molto, anzi alla fine tutto.

I Signori dell’Unicredito, controllano per obbligo i LORO CW, tuttavia la loro discrezionalità è troppo potente, così da consentire loro di abbassare prepotentemente i Call quando il mercato cala poco e non alzarli quando il mercato cresce; viceversa viene fatto con i Put.

Anche nel mio caso non sono riuscito a vendere perchè non viene garantita la solubilità, a nessun prezzo, anche per quantitativi irrisori di poche lire, nemmeno migliaia di lire !

Ci sono state molte volte che non è nemmeno stato fatto un prezzo, o con ritardi furbi! Ci sono state volte che dopo 1 ora che non avveninvano movimenti se io o un mio amico offrivamo denaro in acquisto, veniva spostata l’offerta! Come si può accettare tutto ciò? Grazie per l’attenzione.

3/14. Paolo Brera, giornalista ed editore, Milano.

Al di là dei cavilli, quello che Unicredit aveva promesso al mercato era di ritirare comunque i warrant a un certo prezzo minimo. Se ora non lo fa, mostra di infischiarsene delle esigenze di trasparenza.

Né si venga a dire che mantenere questa parola è costoso: su quei warrant crollati a zero la banca ha guadganto molto, basterebbe che accettasse di guadagnare un po’ meno.

La cosa si dovrebbe risapere e Unicredito dovrebbe essere sonoramente punito dagli investitori non acquistando i suoi prodotti e boicottandolo economicamente. Penso che il gruppo potrebbe anche essere denunciato per
pubblicità ingannevole, se è vero quanto è stato detto.

3/14. Emilio Pastore, promotore finanziario, Cosenza.

Sono pienamente daccordo con il sig. Squarotti da Torino che si lamentava sui c.w. unicredito. Stesso problema per il cw alleanza c20 15 mz 2001 chiuso in totale perdita. Ed aggiugo che spesso non sono riportate le quotazioni alle societa’
di trading. Bisognerebbe tutelare di più il cliente che investe in c.w. Distinti Saluti.

SULL’ARGOMENTO VEDI ANCHE:


COVERED WARRANT: LA REAZIONE DEI LETTORI
LETTERE A WSI: DENUNCIA CONTRO UNICREDITO