COVERED WARRANT: MIGLIAIA DI DELUSI

15 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il crollo negli ultimi mesi di titoli come Seat Pagine Gialle e TIM a Piazza Affari ha scosso anche il mercato dei Covered Warrant (CW) creando migliaia di scontenti che si sono trovati in mano carta straccia.

In Italia il mercato dei CW è di €31,1 miliardi l’anno e conta 160.000 investitori. In molti hanno scritto a WallStreetItalia denunciando quella che, secondo loro, è una scorrettezza da parte delle banche che operano nel mercato dei CW.

In particolare, un lettore ha scritto una lettera molto dettagliata sul fatto che, secondo lui, Trading Lab di Unicredito Italiano ha operato in modo scorretto sui suoi CW. (Vedi Lettere a WSI: Denuncia contro Unicredito). Molti altri lettori si sono detti d’accordo (Vedi Covered Warrant: La reazione dei lettori e anche Covered Warrant: La reazione dei lettori/2).

Andiamo per ordine.

I CW sono strumenti finanziari derivati che permettono di acquistare diritti di acquisto o di vendita ad un prezzo prestabilito (strike price) con una scadenza prestabilita. I CW possono essere emessi su azioni, obbligazioni, tassi d’interesse, valute, indici o panieri di indici.

Ogni market maker, cioè operatore come Trading Lab di Unicredito, che emette CW, può decidere le caratteristiche del derivato che intende negoziare.

“I covered warrant – spiega a Wall Street Italia Tommaso De Vitis, funzionario della Consob che si occupa del settore dei CW – non sono prodotti standardizzati, e non sono regolamentati dal codice civile.”

E’ importante tuttavia che le caratteristiche del CW siano chiaramente descritte nel prospetto, dice De Vitis. La Consob, Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, vigila sui CW verificando che i prospetti siano trasparenti.

E’ invece Borsa SpA, la società che gestisce il mercato di Piazza Affari, che fissa le regole di contrattazione per ogni CW. Borsa SpA fissa il minimo di lotti di CW che il market maker deve comprare ogni giorno per creare la domanda per i CW emessi dal market maker stesso. In inglese, infatti, market maker significa ‘colui che fa il mercato’. E in effetti, a differenza del mercato azionario, sia l’offerta che la domanda dei CW sono stabilite dai market makers.

Il prezzo minimo di ogni CW è fissato da Borsa SpA a 1 lira. Quando un CW legato ad un titolo da’ l’opzione di comprare un titolo ad un valore molto maggiore del titolo in borsa e non raggiungibile prima della scadenza del CW, il CW è detto ‘out of the money’ e non vale che il minimo, cioè una lira.

Nella sua lettera, il nostro lettore, Roberto Squarotti, di Torino, scrive che “come e’ facilmente verificabile osservando fino all’ultimo giorno di negoziazione venerdi’ 9 marzo 2001 i corrispondenti book, tutti i CW UC con scadenza 15 marzo 01, che sono out-the-money (il cui strike, cioe’, e’ completamente irraggiungibile dai prezzi attuali) legati ai piu’ noti titoli del MIB30, SEAT, TIM, TELECOM, OLIVETTI, ecc., hanno in lettera mediamente 300 milioni di pezzi ciascuno al prezzo di 0,0005 euro, ma Unicredito Italiano non soddisfa l’offerta, cioe’ non acquista tali pezzi.”

Il lettore lamenta il fatto che, con l’avvicinarsi della scadenza dei CW di Unicredito, la banca stia comprando solo il minimo che è obbligata a comprare da Borsa SpA ogni giorno, negando così a molti investitori la possibilità di rivendere i loro CW ad almeno una lira.

Questa pratica, anche se spiacevole per migliaia di investitori, è pero’ nel pieno rispetto delle regole imposte da Borsa SpA.

“Il market maker – spiegano a Borsa SpA – ha l’obbligo di comprare un numero minimo di lotti di CW al giorno, ma non ha l’obbligo di ripulire tutto il book”. In altre parole, non c’è una garanzia di acquisto dei CW, neanche al prezzo minimo di una lira. Il market maker ha solo l’obbligo di comprare il numero minimo di lotti impostogli da Borsa SpA. La priorità d’acquisto va a quei venditori che, a parità di prezzo – una lira in questo caso – si sono messi in fila per primi nel book.

Sollecitati da Wall Street Italia, Trading Lab e Unicredito non hanno ritenuto di voler offrire la disponibilita’ per un commento a questo articolo e alle proteste degli investitori.

SULL’ARGOMENTO VEDI ANCHE:


PERCHE’ CON I COVERED WARRANT SI PERDE
COVERED WARRANT: LA REAZIONE DEI LETTORI/3
COVERED WARRANT: LA REAZIONE DEI LETTORI/2
COVERED WARRANT: LA REAZIONE DEI LETTORI/1
LETTERE A WSI: DENUNCIA CONTRO UNICREDITO