COVERED WARRANT: COSA DICE LA CONSOB (4)

27 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

La crescita delle emissioni delle obbligazioni bancarie strutturate, perseguita dalle banche attraverso una “aggressiva” politica di offerta, e` da ricondurre alla volonta` degli operatori creditizi di ridurre la divaricazione tra le proprie esigenze finanziarie e le preferenze di investimento dei risparmiatori.

Le obbligazioni strutturate in tal modo sono divenute complemento strategico dei depositi di c/c (6), sostituto imperfetto dei CD e succedaneo meno oneroso di strumenti derivati di copertura. Infatti, i certificati di deposito si configurano come strumenti standardizzati di raccolta la cui natura e` immediatamente comprensibile, in quanto assimilati a DEPOSITI A TEMPO liquidati alla loro scadenza naturale. Le obbligazioni c.d. strutturate di contro sono VALORI MOBILIARI (e precisamente titoli di credito) e non “titoli di deposito” e, quindi, potenzialmente negoziabili e liquidabili in qualunque momento; a differenza dei certificati di deposito, le obbligazioni sono prodotti emessi in serie complessivamente non standardizzate e pertanto i rischi di detenzione non possono essere presuntivamente sottintesi. Inoltre, le obbligazioni bancarie non rientrano tra i “fondi rimborsabili” dal sistema di garanzia dei depositi (7).

La modificazione delle caratteristiche delle passivita` bancarie non a vista, mediante l’introduzione delle obbligazioni strutturate, mentre – da un lato – ha dato risposta alla necessita` di colmare il gap delle preferenze tra banca ed investitore, dall’altro ha acuito i rischi di squilibri di tesoreria e di razionamento del credito che le banche si erano proposte di risolvere proprio con tali strumenti considerati tout court di raccolta.

Pertanto, la trasformazione qualitativa della struttura del passivo ha reso le banche finanziariamente dipendenti alla permanenza della seguente duplice condizione (8):

· stabilita` delle aspettative economiche dei sottoscrittori (invarianti, per esempio, a modificazioni al rialzo dei tassi d’interesse del mercato monetario);

· costanza della percezione di adeguatezza per gli stessi delle obbligazioni strutturate come strumento di partecipazione a segmenti di mercato finanziario non direttamente accessibili in alternativa ad altri prodotti (per esempio ai fondi comuni di investimento).
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(6) In termini di contabilita` per prodotto, e` peraltro rilevabile che il maggior onere per interessi sui titoli obbligazionari emessi, in confronto ai depositi a vista, e` ampiamente giustificato dai risparmi che le banche parallelamente conseguono in termini di riduzione dei costi variabili operativi connessi alla gestione del sistema dei pagamenti. Un ulteriore vantaggio esplicito e` assicurato dalla circostanza che le obbligazioni emesse dalle banche non sono soggette a riserva obbligatoria.

(7) Sul tema succedaneita` (imperfetta e rischiosa) delle obbligazioni bancarie come strumento di raccolta del risparmio quale risulta dalla lettura del testo normativo, cosi` convincentemente si esprime Dario Cardilli (pag. 304): “sembra emergere l’idea di uno strumento di raccolta tipicamente >, destinato al mercato allo sportello dove la natura di cartolarizzazione di un deposito sembra prevalere su quello di valore mobiliare”, in La nuova legge bancaria – Commentario a cura di Paolo Ferro-Luzzi e Giovanni Castaldi, Tomo I, ed. Giuffre`.

(8) Le caratteristiche non standardizzate delle emissioni di tali strumenti determinano la necessita` per le banche di attivare sistemi di monitoraggio del rischio con complessi apparati computazionali. La modellizzazione dell’evoluzione del solo rischio finanziario non e` tuttavia sufficiente per l’implementazione di una politica di immunizzazione del portafoglio mobiliare delle banche. Questa deve infatti rientrare in un piu` ampio modello di gestione delle attivita` e passivita` patrimoniali, data l’eventualita` che il cliente possa naturalmente chiedere in ogni momento il disinvestimento dell’obbligazione in quanto strumento negoziabile.

* Giuseppe D’Agostino, Consob, Divisione Intermediari.

* Marcello Minenna, Consob, Divisioni Intermediari.

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