COVERED WARRANT: COSA DICE LA CONSOB (1)

22 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il caso dei covered warrant, lanciato da Wall Street Italia, non puo’ rimanere lettera morta. Bisogna arrivare a una riforma dei regolamenti di Borsa sul tema.

In attesa di rendere pubblici interventi di specialisti ed esperti in materia, oltre alla regolare pubblicazione di alcune delle numerosissime lettere dei nostri lettori, da oggi cominciamo a pubblicare a puntate un documento ufficiale redatto sui covered warrant dalla Consob, la Commissione Nazionale per le Societa’ e la Borsa. Datato giugno 2000, il dossier mette in evidenza, con preoccupazione, alcune delle pratiche scorrette attuate dagli istituti di credito sui derivati all’italiana.

IL MERCATO PRIMARIO DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE STRUTTURATE

Alcune considerazioni sui profili di correttezza del comportamento degli intermediari.

PREMESSA

Il processo di innovazione finanziaria cui e` stato sottoposto il mercato del risparmio in Italia nell’ultimo quinquennio ha tratto impulso anche dalla convergenza del settore dell’intermediazione finanziaria di imprese di matrice bancaria ed assicurativa, rendendo di fatto incerti i confini tra prodotti/strumenti finanziari offerti da operatori soggetti a diversa regolamentazione.

In questo quadro si inserisce il fenomeno delle emissioni di obbligazioni bancarie c.d. strutturate – legislativamente assimilate a strumenti di raccolta del risparmio -, la cui rilevanza economica in Italia ha posto (e pone tuttora) problemi di tutela sotto il profilo della trasparenza e della correttezza di comportamento degli intermediari mobiliari sia sul “mercato” (primario) delle emissioni che sul “mercato” (secondario) delle negoziazioni.

Per quanto concerne il mercato primario, infatti, le caratteristiche “genetiche” del processo di determinazione del prezzo non garantiscono la convergenza spontanea verso un livello fair, che rispetti cioe` il principio di neutralita` degli investitori al rischio espresso dal mercato e che, quindi, non rifletta aspettative di tipo soggettivo. In merito alla fase di emissione, la problematica della trasparenza e` stata affrontata dalla Banca d’Italia con provvedimento del 30 luglio 1999, allo scopo di fornire i necessari elementi informativi all’investitore data l’oggettiva difficolta`di valutazione del profili impliciti di rischio-rendimento (1).

Con riferimento al mercato secondario, le vischiosita` informative presenti anche in sede di negoziazione tra cliente e banca emittente hanno indotto la Consob – con una comunicazione del 24 dicembre 1998 – a disciplinare l’informativa al pubblico relativa ai c.d. “scambi organizzati”, con lo scopo di assicurare condizioni minimali di trasparenza e di concorrenzialita` alle negoziazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari non quotati su mercati regolamentati.

Nel presente lavoro vengono rappresentati “fatti stilizzati” relativi al comportamento degli intermediari nella fase di collocamento di obbligazioni bancarie c.d. strutturate presso il pubblico dei risparmiatori e presentate evidenze empiriche a supporto delle considerazioni formulate. Sono inoltre discusse sinteticamente le fondamentali problematiche normative sottostanti.

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(1) Si rammenta che, ai fini valutativi, le obbligazioni strutturate possono essere scomposte in un’obbligazione standard e in un elemento derivativo. E` evidente che le problematiche di trasparenza si riferiscono alla seconda componente, il cui valore presenta una natura aleatoria.

* Giuseppe D’Agostino, Consob, Divisione Intermediari.

* Marcello Minenna, Consob, Divisioni Intermediari.

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