Countdown per Dublino. Pronto l’eurosalvagente

17 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – A volte ritornano! Dopo la crisi della primavera scorsa della Grecia, lo spettro Pigs torna a far tremare l’Europa. Questa volta nell’occhio del ciclone c’è finita l’Irlanda mentre il prossimo paese a essere investito da questo tornado potrebbe essere il Portogallo. Questa volta però il Vecchio Continente non vuole perdere tempo e si sta muovendo con determinazione per scongiurare l’effetto contagio, seguendo il consiglio del segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, secondo il quale “l’Europa ha la capacità di far fronte alla crisi del debito ma deve farlo in fretta”. Ricordiamo che né Irlanda né Portogallo hanno fatto richiesta di attivazione del meccanismo di stabilità finanziaria dell’Ue, anche se i membri della zona euro sono pronti a intervenire in aiuto di Dublino con un pacchetto internazionale da 100 miliardi di euro suddivisi in parti uguali fra Ue e Fondo Monetario Internazionale, attivando così per la prima volta il Fondo di salvataggio da 750 mld di euro predisposto in occasione della crisi greca. Intanto il presidente dell’Eurogruppo Juncker scalpita, affermando che il governo di Dublino deve decidere a breve se chiedere o meno un intervento europeo. Il ministro delle Finanze irlandese, Brian Lenihan, accoglierebbe di buon grado un aiuto per il sistema bancario mentre il premier irlandese Brian Cowen ha ribadito che “l’Irlanda non ha chiesto alcun aiuto esterno perché siamo totalmente finanziati fino alla metà dell’anno prossimo”. Dublino non disdegnerebbe un intervento finalizzato a sostenere la ristrutturazione del settore bancario, ma teme la richiesta di nuove riforme strutturali e in particolare l’incremento dell’aliquota sugli utili delle imprese, che farebbe scappar via le imprese estere compromettendo seriamente la ripresa economica del Paese. La situazione europea si fa sempre più drammatica, come dimostrato anche dalle parole del presidente dell’Unione Europea, Herman Van Roumpy, secondo il quale “dobbiamo lavorare insieme per far sopravvivere l’Eurozona perché se non sopravvive non sopravviverà neanche l’Unione Europea”.