COSTI DELLA POLITICA: LA PAROLA ALLA DIFESA

16 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 16 lug – “Se si calcola il costo per giorno o per ora impegnata da attività di Aula o Commissione, o per il numero di leggi approvate, la Camera dei Deputati ha costi, a seconda dei casi, in linea o decisamente inferiori agli altri Parlamenti europei”. Lo ha detto, introducendo la discussione generale sul bilancio interno di Montecitorio, il deputato questore Gabriele Albonetti. “La comparazione con i costi delle altre democrazie parlamentari – ha aggiunto – è spesso oggetto di luoghi comuni e “idola fori” dati per veri, secondo i quali il nostro Parlamento avrebbe costi ben superiori rispetto al Bundestag, all’Assemblea Nazionale Francese, alla Camera dei Comuni. Semplicemente non è vero”. Il questore si è poi soffermato sulla voce stipendi e indennità dei parlamentari. “Un parlamentare italiano – ha precisato– riceve oggi tra indennità, diarie e rimborsi spese, circa 14.500 euro netti per dodici mesi, al netto delle trattenute su cui paga ulteriori tasse e contributi figurativi per il lavoro abbandonato”. In realtà, ha proseguito Albonetti, “se vuol far bene il suo lavoro” il parlamentare impiega una parte rilevante di questa cifra “per pagare un alloggio a Roma, un ufficio del territorio, collaboratori a Roma e nel territorio (con contratti di lavoro che devono essere regolari) e tutta un’altra serie di spese per restare aggiornato e curare i rapporti con la propria comunità”. A disposizione del parlamentare restano, dunque, secondo i calcoli del questore, 5-6mila euro al mese, una cifra che si colloca nella fascia non più alta “delle retribuzioni della classe dirigente della nazione”. Semmai, ha aggiunto Albonetti, “il problema è se il parlamentare questi soldi se li merita, se li “suda”, facendo bene il suo lavoro di rappresentanza. Ma qui – ha detto concludendo questo passaggio – il giudizio non spetta ai Regolamenti, piuttosto agli elettori”.