Società

COSI’ VELTRONI
E RUTELLI
SCALZANO PRODI

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

*Mario Adinolfi e’ il direttore di Media Quotidiano, con cui Wall Street Italia ha avviato una nuova partnership, per la ripubblicazione di alcuni articoli.

(WSI) – 1. Stamattina, colazione di traverso per Romano Prodi. L’offensiva finale è davvero partita. Antonio Polito chiude il suo editoriale del lunedì sul Riformista con un perentorio: “Avanti un altro”. Peppino Caldarola sullo stesso giornale comincia a rimettere a posto i cocci con Francesco Rutelli. E la corazzata Repubblica mette in prima pagina un arioso intervento del leader della Margherita e (soprattutto) nelle pagine interne, con un pudore sospetto, una poderosa intervista di Walter Veltroni. Veltroni-Rutelli. Il ticket romano scalzerà Romano.

2. Walter Veltroni-Francesco Rutelli. Cinquantenni, leader di partito, esperti di amministrazione: camminando a braccetto possono impadronirsi del centrosinistra, facendolo somigliare finalmente al durissimo New Labour di Tony Blair. Già pronta la divisione dei compiti: uno farà il premier (Walter), l’altro il leader politico della coalizione. L’Ingegnere l’ha capito. E l’Ingegnere è stanco di subire decisioni prese altrove. All’Ingegnere il ticket romano per scalzare Romano piace. Carlo De Benedetti vuole tornare a fare il king maker: dopo il tramonto di Gianni Agnelli e la fase calante di Silvio Berlusconi ha capito che la scena può essere tutta sua. Vuole decidere: s’è comprato una televisione e sta fotografando il naufragio del povero Prodi. Che, comunque, starà buono: se si vince, per il Professore ci sarà il premio del Quirinale. Perché l’accordo, per funzionare, deve far contenti tutti. Anche Massimo D’Alema (presidente della Camera), anche Franco Marini (presidenza del Senato). L’intesa, nelle grandi linee, c’è già. E’ già nelle cose. Ma l’evoluzione deve apparire naturale.

3. Torniamo allora alle pagine di Repubblica. Concita De Gregorio era salita dieci giorni fa sul treno che da Roma riportava Prodi a Bologna dopo il caos pre-natalizio nella Gad. E, chiacchierando, aveva trascritto la frase prodiana che ha riaperto i giochi: “Se trovate un altro candidato, mi faccio da parte”. Non è un caso che sia la stessa Concita oggi ad intervistare oggi Veltroni. Sia detto per inciso e a mo’ di confessione preventiva: da queste parti (Media Quotidiano, ndr) per il buon Walter non c’è grande simpatia, per ragioni politiche e pure personali. Ma l’intervista di oggi è un bellissimo manifesto politico, con tanto di frase da segnarsi: “Siamo al crocevia del destino, non mi importa nulla dei giudizi su di me”.

4. Dice Veltroni: “Parliamo del senso della politica. Parliamo di noi e del nostro futuro. Di più. Parliamo delle ragioni per cui ci si propone agli elettori. Della nostra identità, del nostro sentire. Di quello che abbiamo in animo di fare e che faremmo se fossimo al governo”. Alla parola governo fermiamoci e immaginiamo il boccone di traverso al povero Romano.

5. L’ultima frase dell’intervista veltroniana, poi, sembra proprio un benservito: “Per una volta dovremmo provare a parlare a tutti. Partiti, frazioni di partiti, alleanze, coalizioni, governi: ogni cittadino è più consapevole della necessità di voltare pagina di quelli che dovrebbero farlo. La gente è già entrata in un altro tempo. Chi governa o vorrebbe governare, purtroppo, ancora no”.

6. Francesco Rutelli, in prima pagina sempre su Repubblica: “Le idee-chiave per l’Alleanza”. E giù uno scritto lucido, programmatico, denso. E anche qui un finale che apre un tempo nuovo negli equilibri del centrosinistra: “Abbiamo dedicato finora il 90% del nostro tempo comune a discutere di regole e contenitori e il 10% ai contenuti. Rovesciamo le priorità”. Inutile esplicitare chi sia il responsabile di tutto questo spreco di tempo.

7. Il ticket romano, benedetto da Repubblica e in qualche modo anche dal Riformista (da non dimenticare il pranzo della pace prenatalizia tra Veltroni e D’Alema), è ora in campo. Seguiranno smentite di rito, ma è in campo. Ora la risposta sta a Romano: che ha provato a smussare gli angoli creati nei quaranta giorni del suo ritorno dall’Europa. Trovato l’accordo con Clemente Mastella, a cui sono stati garantiti trenta parlamentari sicuri (venti deputati e dieci senatori) per riuscire a formare un gruppo autonomo alle Camere nella prossima legislatura. In Basilicata a questo punto via libera alla candidatura di Vito De Filippo alla presidenza della regione, in quota Margherita.

Copyright © Media Quotidiano per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved