COSI’ LA BUROCRAZIA SOFFOCA LA RICERCA

16 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 16 apr – “La ricerca in Italia annaspa. Sabato si è dimesso il presidente dell’istituto di astrofisica nominato dall’ex ministro Moratti dopo una guerra di logoramento con gli scienziati da lui stesso scelti per dirigere i centri. Intanto al Consiglio nazionale delle ricerche c’è aria di sbaraccamento, con i ricercatori sul piede di guerra contro il presidente Fabio Pistella, fedele esecutore dell’iperburocratica riforma morattiana. Il taglio del 5% dell’ultima finanziaria è stato distribuito soprattutto sui laboratori, mentre sono aumentate le spese per le consulenze, le relazioni e il personale. Gli scienziati chiedono al governo Prodi una sua rimozione e un riordino che ridia lustro alla ricerca”. E’ quanto scrive in prima pagina La Stampa che dedica una inchiesta alla crisi del Cnr. “L’effetto della riforma Moratti, diligentemente applicata dal discusso presidente del Cnr Fabio Pistella, è stato quello di gonfiare la burocrazia a dismisura – si legge nell’articolo -. Se prima gli istituti si cercavano i fondi privati da soli e in autonomia, oggi fanno lo stesso ma devono rispondere a una catena gerarchica spaventosa: il Cda del Cnr delibera le linee guida, i singoli direttori di dipartimento (ne sono nati 12) ‘formulano le linee programmatiche’. Gli istituti passano al dipartimento le proposte di attività di ricerca. Queste vengono confrontate fra ciascun dipartimento e fra gli istituti. Si concordano le commesse, quindi il consiglio dei direttori di dipartimento verifica la congruenza delle proposte e predispone una proposta coordinata. Poi la trasmette al direttore generale. A quel punto una persona normale si sarebbe arresa. Al Cnr invece vanno avanti: il direttore generale integra la proposta coordinata con le esigenze gestionali e predispone un piano preliminare poi inviato al Presidente. Quest’ultimo, acquisito il parere del Consiglio scientifico generale, mette giù il piano definito, che viene infine sottoposto al vaglio del Cda e inviato al ministro. Isaac Newton, con un sistema del genere, poteva soffocare sepolto dalle mele prima di poter proferire anche solo una parola sulla Legge di Gravità”.