COSA FARE DOPO IL BAGNO DI SANGUE

7 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

I mercati sono sempre in balia delle correzioni furibonde che, senza soluzione di continuità, deprimono le quotazioni verso prezzi che da diverso tempo non si vedevano.

Il copione è sempre il solito: una partenza incerta dei listini europei con dati macro moderatamente positivi, poi la doccia fredda; gli States inondano i monitor di dubbi, timori, pessimismo e vendite.

Il news flow sulle operazioni di contabilità fantasiosa (o criminale??) continua e non rende certo meno tesi gli umori degli operatori.

Il downgrade subito da Oracle, le notizie provenienti da Intel provocano nuove ondate di sfiducia e delusione; eppure per molti analisti e macroeconomisti il 2002 era atteso come un anno difficile.
Come possono questi dati suscitare così tanta sorpresa e timori?

Adesso diventa necessario effettuare una previsione il più possibile precisa per evidenziare il punto di svolta dal quale impostare operazioni di trading volte a realizzare profitti di breve periodo, ma, soprattutto, diminuire il prezzo medio di molte posizioni che stanno patendo questa onda correttiva di grandi dimensioni.

Dal mese di marzo le raccomandazioni alla prudenza sono state molte, ora credo sia necessario interrogarsi su quale sia la strategia migliore e se sia il caso di intervenire.

La strategia operativa:

  • Sono evidenti i margini di ulteriori correzioni, almeno sino ai minimi del settembre 2001 (per quanto riguarda gli indici azionari), pur considerando come un movimento di pull back diventi quanto meno probabile.
  • Molti titoli, tra cui si citano a limitato esempio Tim, Deutsche Telekom, Stm e Generali, si trovano su valori che, tralasciando il sell-off di settembre 2001, si possono ritrovare prima dello scoppio della bolla speculativa, nel 1998.
  • Non emergono segnali tecnici chiari di inversione del trend; operare come “contrarian” assume più connotazioni del gioco d’azzardo che di ponderata assunzione di rischi. Protezioni del capitale con opportuni stop loss avrebbero dovuto da tempo essere scattate.
  • Effettuare operazioni short utilizzando i covered warrants (con la rischiosità tipica dello strumento) e le opzioni è una opportunità da considerare.
  • Fino alla ripresa dei livelli di oscillazione che la fase laterale in essere da qualche mese aveva sancito, non è possibile ipotizzare interventi in acquisto per operazioni di trading dal margine di rischio contenuto.

Andrea Barrel e’ un analista che collabora con Wall Street Italia