Cosa c’entra la Francia con lo scivolone del petrolio?

28 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Forte calo dei futures sul petrolio, che accelerano al ribasso sul Nymex, il mercato di New York, risentendo di diverse ragioni.

La principale è sicuramente rappresentata dalle dichiarazioni in arrivo dalla Francia, con il governo che ha affermato che potrebbe attingere alle riserve strategiche e che al momento è in attesa delle raccomandazioni dell’International Energy Agency prima di intraprendere qualsiasi mossa.

In un articolo del Financial Times, in particolare, il ministro dell’energia francese Eric Besson ha riferito ai giornalisti che gli Stati Uniti hanno suggerito un’azione coordinata che coinvolgerebbe gli Stati Uniti, il Regno Unito e, per l’appunto, la Francia, favorevole alla proposta.

Secondo diversi analisti, tuttavia, le quotazioni del petrolio starebbero scontando anche le parole di Ben Bernanke che, nell’esprimere nuove preoccupazioni sulla ripresa dell’economia americana, avrebbe scatenato il sell off delle commodities, la cui richiesta è legata alla crescita della congiuntura.

Intanto, attenzione oggi all’intero settore delle materie prime, dopo il giudizio di Goldman Sachs, che ha dichiarato di aver abbassato la valutazione sul settore da “overweight” a “neutral” su un orizzonte temporale di breve periodo. La banca ha motivato la decisione affermando che la maggior parte delle commodities, inclusi il rame, il petrolio e i semi di soia, hanno raggiunto i target di breve termine da essa stilati.

Goldman ha precisato contestualmente di rimanere overweight in un orizzonte temporale di 12 mesi, aggiungendo di attendersi un ritorno del 10%. Confermati i target sui prezzi dell’oro che a 3, 6 e 12 mesi sono pari a $1.785, $1.840 e $1.940 l’oncia.