Corte dei Conti: “spending review non basta, debito troppo alto”

27 Giugno 2017, di Mariangela Tessa

Nuovo allarme della Corte dei Conti sul livello del debito italiano,  ma anche sulle misure anticorruzione, ancora insufficienti a combattere un fenomeno “devastante”. E’ quanto emerge dalla Relazione sul rendiconto generale dello Stato secondo cui finora la spending review non ha portato risultati evidenti sul totale della spesa.

Partiamo dal debito pubblico che resta “l’elemento di maggiore vulnerabilità dell’economia”, spiega la Corte dei Conti, per cui “è essenziale che il nostro Paese mostri una ferma determinazione a perseguire una duratura riduzione del debito pubblico, garantendo il rispetto dei vincoli costituzionali di equilibrio di bilancio introdotti nel 2012″ con il cosiddetto Fiscal Compact.

L’auspicio della magistratura contabile è quindi quello di “un’attenta gestione dei conti pubblici che garantisca il raggiungimento, in tempi certi, degli obiettivi programmati di saldo e di debito, scongiurando inversioni di segno negativo delle aspettative dei mercati”.

Sul capitolo corruzione, nell’intervento del Pg della Corte, Claudio Galtieri, il magistrato denuncia in particolare i “rilevanti effetti distorsivi”, le ” irregolarità” e gli “illeciti penali” ancora frequentissimi “proprio nei settori in cui più alto è il livello della spesa”. Sotto i riflettori finiscono quindi sanità, servizi e opere pubbliche.  Serve quindi “un approccio piu sostanziale» al problema, meno teoria e più risposte concrete.