CORTE DEI CONTI: RIDURRE ANCORA IL DEBITO

12 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 12 apr – Il debito è diminuito e il Pil è in aumento ma guai “a dormire sugli allori”. E perché “queste condizioni siano consolidate” è necessario destinare alla causa della riduzione del debito pubblico anche il “tesoretto”. A 24 ore dal monito del Fondo monetario internazionale, la Corte dei Conti rafforza la convinzione che l’extragettito debba essere destinato al risanamento. E lo fa per bocca del suo nuovo presidente, Tullio Lazzaro, insediatosi oggi nel corso di una cerimonia svoltasi alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente del Consiglio, Romano Prodi. Alla Corte dei Conti dal marzo 1963 Lazzaro era stato promosso già a maggio del 2006 quale presidente aggiunto. Lo scorso febbraio poi ha preso il posto di Francesco Staderini che ha lasciato l’incarico per limiti di età. Oggi il primo discorso ufficiale, nel quale il presidente della magistratura contabile ha invitato ad una “approfondita riflessione sulla possibilità che la Corte dei Conti possa agire in modo più diretto e tempestivo sulle questioni di finanza pubblica”. Lazzaro ha poi ricordato che “nella Finanziaria 2006 è stato stabilito che nelle formulazioni delle previsioni di spesa si tenga conto degli esiti del controllo eseguito dalla Corte sulle gestioni, indicando anche le misure adottate a seguito delle valutazioni della Corte”. “Ma ad oggi – ha rilevato – non risulta che questa norma abbia avuto concreta applicazione”. Il neopresidente ha sottolineato poi come la funzione della Corte sia quella di “ausilio” sia verso il governo sia verso il Parlamento. Ed in questo senso – ha auspicato – “sarebbe in linea con il disegno costituzionale che anche il governo potesse chiamare la Corte a rendere parere, ovviamente solo tecnico e con modalità tali da garantirne la tempestività, in questioni aventi attinenza con la finanza pubblica”.