Corriere della Sera: rischi tagli all’organico fino a un terzo

22 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI)- Le ultime docce fredde sull’editoria italiana, ormai in ginocchio da tempo, si sono abbattute tra gli altri su Rcs, il gruppo che
controlla il quotidiano Corriere della Sera. Dieci giorni fa appena, infatti, è arrivato l’annuncio shock, con l’azienda che ha comunicato ai sindacati 800 esuberi, di cui 640 in Italia.

Lanciata una pesante ristrutturazione, che prevede anche la messa in vendita di 10 testate periodiche o la loro chiusura: si tratta di A, Brava Casa, Astra, Max, Ok Salute, l’Europeo, Visto, Novella 2000, Yacht&Sail.

Nuove indiscrezioni sul piano arrivano da un articolo pubblicato da Milano Finanza, che scrive che un altro intervento che i vertici del gruppo di Via Rizzoli, in primo luogo l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane vogliono concretizzare è colpire direttamente i dipendenti del Corriere della Sera, nonostante nel 2012 il quotidiano abbia riportato conti positivi.

“In particolare, adesso l’asticella dei tagli sarebbe stata elevata a 110 (su un totale di 353 giornalisti). Una soglia molto alta se se si considera che fino a pochi mesi si parlava di 70 uscite al massimo e che se si prendono a riferimenti i parametri anagrafici al momento in redazione sarebbero solo 66-67 i giornalisti in età prepensionabile (le classi anagrafiche 1954-1955). Ma, trapela nei corridoi di via Solferino, a questo punto l’intervento strutturale sull’organico potrebbe essere su base triennale e, quindi, arrivare a coinvolgere a regime anche i colleghi nati nel 1956 e 1957. Solo così si raggiungerebbe la cifra di 110”, scrive il quotidiano finanziario.

Una vera ecatombe, dunque, un terzo dei giornalisti del quotidiano rischia concretamente di essere mandato a casa, mentre per chi resterà si parla di eliminazione di tutti i benefit, anche delle automobili.

E la crisi dell’editoria è globale visto che lo stesso New York Times Company ha annunciato la vendita del Boston Globe: la decisione risponderebbe alla società di concentrarsi soprattutto sul quotidiano newyorchese New York Times.

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