Correlazioni confermate: in calo il dollaro con acquisti di asset rischiosi

7 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – L’intenzione di procedere con nuovi piani di stimoli non convenzionali da parte della Banca Centrale Europea viene interpretata bene dai mercati, che performano tutti con segno positivo.

Questo il riassunto di come il mercato è andato ad interpretare il mancato taglio di tassi di interesse da parte della BCE e la mancata adozione di misure concrete in quanto si vuole ancora attendere di vedere l’esito delle elezioni in Grecia e cercare di capire come si evolverà la situazione spagnola.

Nel frattempo, anche i Governi dell’area euro avranno tempo per continuare e completare gli sforzi che sono stati messi in atto per compiere quelli che sono stati definiti come “progressi considerevoli nel campo del risanamento dei conti”, la delega che negli ultimi due mesi è stata firmata da Draghi (in senso figurato ovviamente) ai capi di governo europei, durante questo periodo di wait and see da parte dell’istituto di Francoforte, che durante gli ultimi due mesi ha osservato attentamente l’evolversi della situazione senza mettere in campo ulteriori misure straordinarie, se non l’erogazione di liquidità illimitata (confermata ieri almeno fino alla fine del 2012) tramite operazioni di LTRO a tre mesi, in quanto il mercato interbancario non sta ancora funzionando (ed i tassi di rollover sull’euro lo confermano, stare lunghi di euro costa da più di un mese sia contro il dollaro americano, sia contro la sterlina inglese).

Sul fronte Board è stato dichiarato che la decisione di mantenere i tassi all’1% non è stata presa all’unanimità ma che essi sono stati lasciati invariati in quanto il loro valore nominale è ritenuto ancora basso, ma, dopo aver comunicato al mercato che occorre mantenere sotto controllo i prezzi delle materie prime (forieri di inflazione) e che l’inflazione per il 2013 è attesa tra il +1.3% e +1.5%, il che rilassa gli animi degli investitori in quanto viene ritenuta una condizione che potrebbe permettere un ulteriore aiuto monetario da parte della BCE, nel momento in cui dovesse ritenersi necessario.

L’istituto è risultato dunque credibile ed i mercati hanno paradossalmente premiato questo non interventismo, ben motivato dal presidente Draghi. D’altra parte lo sappiamo, l’effetto traslazione continua ad essere predominante e si cerca in tutti i modi un motivo per far partire movimenti direzionali, anche di breve periodo.

Le correlazioni che seguiamo si sono confermate, con il dollaro in calo (ad eccezione di UsdJpy, dove lo Jpy è più valuta rifugio del buck) nel momento in cui viene acquistato rischio e con le commodity che vedono il petrolio seguire il rischio e l’oro ancora combattuto, ma che resiste sopra i supporti di 1,620.00 anche se abbiamo notato delle ricorrelazioni di breve periodo con il rischio (se si guarda un grafico a 15 minuti si nota che nel tardo pomeriggio l’oro e lo S&P500 sono scesi per circa un’ora insieme e poi l’oro ha continuato a muoversi seguendo l’andamento del DJ FXCM Dollar Index, confermando che per ora siamo tornati ad uno status di non rifugio nel brevissimo, ma di rifugio nel medio periodo, dato che i prezzi rimangono ancora sostenuti.

EurUsd
Continua a salire con buona costanza la moneta unica e, dopo aver stabilmente superato la trendline discendente che insisteva sino da inizio maggio (passante per 1.2450 circa) e dopo aver superato anche il livello di 1.25, sembra che ben presto potremo valutare la rottura del livello chiave di 1.26. La prossima resistenza si estende dal punto di transito della media a 100 periodi su grafico H4, 1.2580, sino al livello statico indicato dal precedente minimo, 1.2635. Se anche questo livello di resistenza dovesse essere oltrepassato, crediamo ci siano buone probabilità per i prezzi di rivedere 1.28-1.2820.

UsdJpy
Il cambio UsdJpy guadagna terreno e, come già approfondito ieri, si allontana dalla parte bassa del canale negativo in atto da settimane per avvicinarsi alla parte alta. Il livello da cui dipende un movimento ulteriormente positivo si trova a passare a 79.50 circa: qui notiamo coincidenza appunto della trendline superiore del canale di regressione incominciato il 21 marzo scorso con la media mobile di lunghissimo (200 periodi) su grafico H4. La rottura del livello servirà da impulso per un primo obiettivo oltre 80 figura.

EurJpy
L’idea di fondo del cambio EurJpy non cambia rispetto alla giornata di ieri. Solamente si è avvicinato molto il livello che pensiamo di considerare come avvertimento di una ripresa stabile del trend a rialzo (almeno sino ad una nuova ondata di avversione al rischio). Parliamo dell’area di resistenza che gravita intorno a 100 figura (per la precisione osservabile sino a 100.25).

GbpUsd
Il cable, ieri, con la conferma del passaggio del primo livello di resistenza chiave posto a 1.5440 ha posto le basi per un recupero sino al vero livello di svolta. Anche se la tendenza in atto lascia ben sperare, rispetto alla moneta unica i prezzi sono più distanti dal livello chiave, che si trova a 1.56 figura ed oltre il quale sia il livello di minimo precedente, sia la media a 100 su grafico H4 confermano una buona probabilità di ripresa.

EurChf
Un breve aggiornamento sul franco serve a comprendere come non sia cambiata la situazione tecnica che viviamo da settimane e come non si allenti la presa del mercato intorno al livello di equilibrio di 1.20. Ci troviamo, infatti, ancora su livelli medi di 1.2010 con oscillazioni giornaliere comprese in 10 pip e senza mai riuscire ad oltrepassare il livello imposto dalla SNB.

AudUsd
Superato 0.9920, e con una tendenza impostata, in direzione della parità (1.00) il cambio AudUsd ha fornito la prima conferma di una ripresa del trend. Ora non manca altro che i prezzi superino il livello indicato dalla media mobile a 200 periodi su grafico H4 (1.0035) affinché si possa parlare di una continuazione di questo trend in atto sino al raggiungimento di 1.0150.

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