CORPORATE BOND: INVESTITORI IN FUGA

25 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

I corporate bond non sembrano andar piu’ di moda, almeno osservando quanto accaduto negli ultimi due mesi. Per la prima volta in otto settimane, le vendite di obbligazioni societarie hanno subito una brusca frenata mentre i costi dei prestiti risultano in crescita. Tutta colpa delle preoccupazioni degli investitori sulla reale tenuta della ripresa economica.

Nella scorsa ottava le vendite globali di corporate bond hanno messo a segno un -52% toccando quota $48 miliardi contro i $99.8 miliardi della settimana precedente, cosi’ come indicato da una ricerca di Bloomberg.

La media del rischio emittente in generale si è ampliata per la prima volta dallo scorso 27 novembre. Tradotto: in generale c’è molta più paura e di conseguenza il mercato si fa piu’ selettivo facendo dei distinguo tra emittente ed emittente.

“Il mercato”, ha sottilineato Simon Ballard, a capo della credit strategy Europea di RBC Capital Markets di Londra, “avverte che si e’ perso un po’ il polso della realta’, con l’indiscriminata esposizione ai rischi e l’indifferenza nei confronti dei fondamentali economici. Ma ora un piu’ ampio quadro della situazione macroeconomica, insieme ad alcuni recenti episodi, hanno riportato gli operatori a una maggior cautela su questo fronte finendo per riposizionarsi sull’azionario.”

Il costo per proteggersi da un eventuale default degli Stati Uniti e’ cresciuto per otto sedute consecutive. Si tratta del piu’ lungo intervallo di tempo da giugno 2008. Lo spread tra le scadenze sulla curva dei rendimenti si sta ampliando (altro sintomo della percezione di un rischio maggiore) e le vendite di titoli a tasso variabile si stanno riducendo. Insomma, riporta Bloomberg, gli investitori sono alla ricerca di un rendimento sicuro, quindi a tasso fisso. Nel frattempo il dipartimento del Tesoro Americano sta raccogliendo informazioni, cercando di capire l’impatto della conclusione del programma MBS (Mortgage-Backed Securities).