Coronavirus: governo valuta stop allo sport all’aperto

18 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato nel tardo pomeriggio di oggi una riunione per affrontare l’emergenza coronavirus con il capo delegazione Pd Dario Franceschini, la capo delegazione di Italia Viva Teresa Bellanova, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il titolare degli Esteri Luigi Di Maio.

In collegamento video anche il deputato Luigi Marattin di Iv e Maria Cecilia Guerra di Leu, il viceministro al Mef Antonio Misiani e il sottosegretario Riccardo Fraccaro.
Ancora non è noto l’oggetto della riunione anche se poco prima il ministro dello sport Spadafora ha affermato la possibilità di introdurre misure ancor più restrittive con il divieto di fare sport all’aperto.

Se finora abbiamo lasciato questa opportunità dell’attività motoria all’aperto è perché la comunità medico scientifica ci diceva di dare la possibilità a molte persone di poter correre, anche per altre patologie… Però l’appello generale era di restare a casa.
Se questo appello non viene ascoltato saremo costretti a porre un divieto assoluto (…) Non vedo l’esigenza straordinaria di rischiare in questa settimana, una delle più critiche a livello di picchi secondo la comunità scientifica. Ci sono ancora tantissime persone che sembrano sottovalutare i rischi che il paese sta correndo”.

Anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha sottolineato la necessità di stare in casa visto che il sistema sanitario fra poco non sarà più in grado di reggere all’emergenza.

“Per adesso ve lo chiediamo con le buone, ma se si dovesse andare avanti così domanderemo al governo provvedimenti più rigorosi. Un appello che rifaccio tutti i giorni. Purtroppo i numeri del contagio non si riducono. Tra poco non saremo più in grado di dare una risposta a chi si ammala”.

Nelle ultime 24 ore, dai dati del Viminale, a fronte di 187.455 controlli, sono state quasi 8.300 le persone a cui è stata contestato uno spostamento senza giustificazione. In totale sono stati effettuati oltre un milione e mezzo di controlli con circa 46mila denunce.