Coronavirus è mutato negli Usa, la nuova forma è più contagiosa

6 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Il coronavirus individuato a Wuhan, in Cina, oltre quattro mesi fa da allora è mutato e il nuovo ceppo dominante che si sta diffondendo negli Stati Uniti sembra essere ancora più contagioso. Lo scrivono in una ricerca un team di gli scienziati del Los Alamos National Laboratory.

Lo studio di 33 pagine è stato rilanciato dal Los Angeles Times dopo la pubblicazione la settimana scorsa su BioRxiv, un sito utilizzato dai ricercatori per condividere il lavoro prima che venga validato in via definitiva dalla comunità scientifica.

Il nuovo ceppo – secondo quanto riportano gli scienziati – ha iniziato a diffondersi in Europa all’inizio di febbraio prima di migrare in altre parti del mondo, compresi gli Stati Uniti e il Canada, diventando la forma dominante del virus entro la fine di marzo.

“Se il coronavirus non perde la sua forza in estate, rischia di mutare ulteriormente e, di conseguenza, limitare l’efficacia dei vaccini contro il coronavirus attualmente in fase di test in tutto il mondo” hanno avvertito i ricercatori, ricordando che i vaccini allo studio utilizzano le sequenze genetiche del virus isolate dalle autorità sanitarie all’inizio dell’epidemia.

Lo studio è basato su un’analisi computazionale di oltre 6.000 sequenze di coronavirus da tutto il mondo, raccolte dalla Global Initiative for Sharing All Influenza Data, un’organizzazione pubblico-privata tedesca. Ad oggi, il gruppo di ricerca di Los Alamos ha individuato 14 mutazioni del virus.

Lo studio non riferisce se il nuovo ceppo è più letale di quello originario, anche se i pazienti sembrano avere cariche virali più alte. Ma un’analisi su 447 contagiati da parte della University of Sheffield, che collabora con il laboratorio di Los Alamos insieme alla Duke University, ha mostrato che il tasso di ricovero in ospedale è lo stesso.

“Questa è una brutta notizia”, Bette Korber, biologa e autrice principale dello studio. “Ma non occorre scoraggiarsi solo per questo”. “Il nostro team di LANL è stato in grado di documentare questa mutazione e il suo impatto sulla trasmissione grazie a un enorme sforzo globale di persone, che ha reso disponibile la nuova sequenze del virus (SARS-CoV-2)”

In uno studio pubblicato il 3 marzo, gli scienziati della School of Life Sciences dell’Università di Pechino e l’Institut Pasteur di Shanghai hanno scoperto che il tipo più aggressivo del nuovo coronavirus rappresentava circa il 70% dei ceppi analizzati, mentre il 30% era stato collegato a un tipo meno aggressivo.