Corea del Sud: Armatori italiani in missione

27 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo poco più di un mese dalla missione in Cina, il presidente dei Giovani Armatori italiani, Giuseppe Mauro Rizzo, fa di nuovo tappa in Estremo oriente, nell’ambito della visita istituzionale del presidente del Consiglio, Romano Prodi, in Corea del Sud dal 17 al 19 aprile scorsi.
Vista la recente esperienza in Cina dei giovani armatori, il presidente di Confitarma, Nicola Coccia, ha delegato Rizzo a rappresentare la Confederazione Italiana Armatori nell’ambito degli incontri con gli operatori economici coreani, che hanno fatto da cornice alla visita di Prodi a Seul.
A testimoniare l’importanza per lo shipping italiano delle relazioni economiche e commerciali con le più importanti realtà asiatiche è sufficiente ricordare che dal 2003 gli armatori italiani hanno ordinato ai cantieri sudcoreani quarantadue navi per un tonnellaggio complessivo di 2,3 milioni di tonnellate di portata lorda. Il valore di tali ordinativi è stato pari a circa 2 miliardi di dollari Usa.
Al rientro in Italia, Rizzo ha dichiarato che i due argomenti di maggior rilievo per lo shipping trattati nel corso dei colloqui hanno riguardato l’interesse dei cantieri coreani nel settore delle crociere, appannaggio dei cantieri europei e le prospettive di future sinergie a livello bilaterale in ambito portuale e terminalistico. In merito al primo tema, ha tuttavia sottolineato che l’alto livello di competitività della cantieristica europea, in particolar modo di quella italiana, per gli elevati standard qualitativi rendono difficile o alquanto remoto qualsiasi tentativo di competizione da parte dei cantieri orientali. Il presidente dei Giovani Armatori italiani ha inoltre sottolineato il forte interesse riscontrato anche nel corso della missione coreana da parte degli operatori dello shipping asiatici nei confronti dell’industria armatoriale del nostro Paese, che ha una presenza sempre più di vertice nei mercati internazionali. A tal riguardo va senza dubbio plaudito l’impegno del Governo verso l’intensificazione di relazioni con le principali realtà economiche dell’Asia.