Corea del Nord, Russia approfitta delle tensioni con Usa

8 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Il regime di Pyongyang è un po’ meno isolato. Agendo con la massima discrezione ma la massima risolutezza la Russia sta progressivamente allacciando i rapporti con la Corea del Nord, vecchio alleato della Cina ma nemico giurato di Giappone, Corea del Nord e Stati Uniti.

A riferirlo sono gli analisti della società di intelligence Stratfor. In un report datato 5 maggio, facendo riferimento ai difficili rapporti di Vladimir Putin con gli Stati Uniti e l’Occidente più in generale, i politologi fanno sapere che in gran silenzio “la Russia sta gettando le basi per rafforzare i legami con la Corea del Nord“.

Questo non farà che incrementare la sua leva politica globale qualora ne avesse bisogno. Non bisogna dimenticare che le due nazioni hanno un passato di stretti rapporti e di condivisione di valori economici e ideologici. Le analisi dell’agenzia di intelligence politica americana non fanno che aumentare le tensioni geopolitiche tra Usa e Corea del Nord.

La comunità internazionale e il regime di Kim Jong-un sono ai ferri corti e la Russia sta cercando di approfittare della fase di stallo sul programma nucleare della Corea del Nord. La Cina e la Corea del Nord sono alleati da decenni ma ultimamente i rapporti si sono incrinati e il presidente Xi Jinping ha garantito al suo omologo americano Donald Trump piena collaborazione sul dossier nordcoreano.

Con Corea come scusa, Cina prepara svalutazione massiccia

Il presidente russo vorrebbe colmare il vuoto lasciato dalla Cina. I mercati, sollevati dalla vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni francesi, hanno un altro grattacapo possibilmente ancora maggiore. Alcuni analisti hanno paragonato la crisi missilistica di Cuba durante la Guerra Fredda con la situazione di impasse attuale tra Usa e Corea del Nord.

Non va dimenticato che Pyongyang continua a effettuare lanci di prova di missili e testate nucleari, mentre l’America è impegnata in esercitazioni militari per lo più navali nelle acque al largo della penisola della Corea. Anche dei sistemi anti missili sono stati istallati nella regione, gettando la Corea del Nord su tutte le furie e infastidendo anche la Cina.

L’intento dell’amministrazione Trump è quello di mandare un messaggio forte alla Corea del Nord per convincere il regime isolato diplomaticamente a cessare le sue provocazioni e ambizioni nucleari. A decidere come andrà a finire la partita saranno Cina e Russia, secondo Mark St Cyr, analista ed autore di libri esperto di mercati finanziari, imprenditoria e geopolitica.

“La Cina non è solamente impegnata in un conflitto (quello della Corea del Nord), bensì anche su un altro all’interno dei suoi confini nazionali. La Cina si trova infatti sull’orlo del precipizio di un altro disastro, un disastro monetario creato con le sue stesse mani”, una minaccia intestina che “va risolta con la stessa rapidità di quella esterna”, scrive Cyr nel suo popolare blog.

La Corea del Nord potrebbe dunque essere il catalizzatore che spinge la Cina a imbarcarsi in un intervento di politica monetaria massiccio. Se l’organismo dirigente del partito comunista al governo, il politburo, decide che l’occasione sia propizia per svalutare ancora lo yuan e mettere sotto pressione l’Occidente e gli Stati Uniti in particolare, quale migliore capro espiatorio potrebbe trovare se non quello di una crisi tra Usa e Corea del Nord che minaccia di sfociare in una guerra nucleare?